Lettere

Il rischio diseducativo di film sempre più violenti

Trame a dir poco inquietanti e il diletto “dell’orrore”: braccia mozzate con ferocia, teste che saltano in aria, corpi brutalmente squartati, rumori e suoni che anticipano scene raccapriccianti e sanguinarie.
Rappresentazioni intensamente “visive”, un tempo considerate diseducative e comunque adatte alla sola visione di un “pubblico adulto”. Ora, anche nell’immaginario giovanile, a fronte di una coscienza ormai mitridatizzata ed assuefatta alle “forme” più violente, ogni proposta ”strong” del grande schermo risulta facilmente “digeribile” e assolutamente normale. 

Così tutto passa indisturbato davanti agli occhi “intorpiditi” e desensibilizzati dei nostri ragazzi. Non il ribrezzo, non alcuni, naturali forse, sentimenti di repulsione e di spavento, ma diversamente la ricerca divertita ed esaltante dei trailer più sinistri; ecco allora, l’adrenalina che sale alle stelle nel momento di massimo spannung, l’inevitabile “godimento”, che derivano da una sorta di gusto per il macabro, per lo spettrale e per l’orrendo. Non siamo di fronte a una realtà cinematografica e televisiva nuova; tuttavia, oggi, presentare un film d’azione che proceda “serenamente”, privo di effetti scenici spettacolari e “truculenti” risulterebbe probabilmente impopolare e poco commercialmente appetibile.
Comunque, secondo gli psicologi più lungimiranti, l’esposizione a contenuti violenti di bambini e giovani e la conseguente condizione “di eccitazione” possono produrre ripercussioni negative sulla loro salute e sul loro comportamento ed essere all’origine di collera, insicurezza, irritabilità o ansia. Inoltre, il frequente consumo di prodotti mediali con contenuti violenti può aumentarne l’aggressività. Si svilupperebbe peraltro una “perniciosa abitudine” al distacco, all’apatia e all’indifferenza rispetto alla sofferenza, ovvero un azzeramento della ”reazione” emotiva persino di fronte alla violenza gratuita. Non pochi studi hanno anche dimostrato che quanto più precocemente i bambini e i giovani si sottopongano a scene di violenza, tanto maggiore sarà la loro inclinazione a consumare contenuti violenti negli anni a venire.
Certo, serie riflessioni, considerato il livello elevato di vulnerabilità dei nostri giovani, si impongono.

Claudio Ala Riccadonna

11 Mag 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dic: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto