Cultura e spettacoli

Il ritorno del “Dr Feelgood”

altQuattro tra i migliori musicisti blues italiani si ritrovano venerdì 18 gennaio, alle 21, per omaggiare Muddy Waters, a 30 anni dalla scomparsa. Maurizio Gnola, Paolo Bonfanti, Francesco Piu e Francesco Garolfi, sul palco del Bloom di Mezzago, nell’ambito della rassegna “Bloom in Blues”, ricorderanno con le loro virtuose chitarre il padre della musica del diavolo di Chicago, autore della celeberrima Mannish Boy, e ispiratore principe di gruppi che hanno poi fatto la storia del rock come Rolling Stones, The Band, Cream, Allman Brothers.

Se la vita di Muddy Waters – peraltro splendidamente raccontata nel film del 2008 “Cadillac Records”, assieme a quella di tutti i musicisti di colore messi sotto contratto dalla mitica casa discografica Chess – è ormai leggenda, la sua musica continua ad essere fonte di ispirazione per tutti coloro che incrociano il blues; John Hiatt, ad esempio, gli ha dedicato Crossing Muddy Waters, certamente uno dei suoi dischi più ispirati di sempre.
domenica 20
Al Live Club di Trezzo, domenica 20 gennaio, alle 21, è il turno di una storica band inglese formatasi agli inizi degli anni ’70 nell’isola di Canvey in Essex attorno al chitarrista Wilko Johnson e al cantante Lee Brilleaux. Stiamo parlando degli straordinari Dr Feelgood, divenuti subito popolarissimi grazie alle loro strabilianti performance live, riassunte nell’ormai epocale Stupidity. Passati attraverso diversi scioglimenti e rifondazioni, e sopravvissuti persino alla morte del carismatico leader Brilleaux, per celebrare i 25 anni di carriera nel 1998 hanno inciso la doppia raccolta Twenty five years of Dr. Feelgood e pubblicato “Down by the jetty – The story of Dr. Feelgood”, un libro scritto da Tony Moon.
Oggi, con Robert Kane alla voce, cercano di tenere vivo con onore il nome della band che da tempo ha superato il traguardo dei mille concerti.
lunedì 21
La stupefacente programmazione del Live Club All’1&35circa di Cantù, lunedì 21 gennaio, alle 21, offre un altro imperdibile appuntamento con la musica d’autore anglosassone. Questa volta è il turno di Bap Kennedy – ex leader degli Energy Orchard, formazione che si ispirava con discreti risultati a Van Morrison – che fin dai primi anni ’90 ha iniziato una carriera solista sulle orme di Steve Earle, Nancy Griffith e Peter Rowan.
Passato qualche lustro e una manciata di dischi, è arrivato lo scorso anno The Sailor’s Revenge, un lavoro al quale ha collaborato niente meno che l’ex leader dei Dire Straits, Mark Knopfler. Come già accaduto con Bob Dylan, Willy De Ville ed Emmilou Harris, il marchio di fabbrica del chitarrista scozzese è un mix di folk celtico, country e canzone d’autore, di vene morbide e nostalgiche, di pulizia sonora e di lirismo intenso. Insomma, il suo tocco di classe resta immenso e l’album di Kennedy ritrova antichi splendori, nuovi profumi, profondità musicali davvero intense che rendono imperdibile il suo live.
Martedì 22
In molti probabilmente li ricorderanno solo per Misplaced Childhood, il loro disco di maggiore successo commerciale. Eppure i Marillion, band di spicco del filone neoprogressive, che martedì 22 gennaio, alle 21, sono ospiti dell’Alcatraz di Milano, non hanno mai smesso di fare musica. In questa caso, infatti, lo storico gruppo inglese presenta Sounds That Can’t Be Made, 17° album.

Nella foto:
I PROTAGONISTI
Al Live Club di Trezzo, domenica 20 gennaio, alle 21, grande concerto degli straordinari Dr Feelgood (a sinistra); passati attraverso diversi scioglimenti e rifondazioni, tornano con Robert Kane alla voce. Sotto, i Marillion, band di spicco del filone neoprogressive, che martedì 22 gennaio, alle 21, sono ospiti dell’Alcatraz di Milano, per presentare l’ultimo album intitolato Sounds That Can’t Be Made
17 gennaio 2013

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