Il “Sacro Monte” del lago è nel club da dieci anni

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A conferma dell’alto tasso di beni culturali custoditi, è l’Italia la nazione che ha il maggior numero di siti Unesco. Sono 49 in tutto. Da dieci anni a questa parte, il Lago di Como è protagonista di questo esclusivo club tricolore (49 siti tutelati in tutto) con il Sacro Monte di Ossuccio, enorme museo d’arte sacra all’aperto costituito da quattordici cappelle (alcune ancora da restaurare) con statue a grandezza naturale, che conduce al Santuario della Madonna del Soccorso. L’Italia

è tutelata dall’Unesco dalla fine degli anni Settanta. Si è iniziato con le incisioni rupestri della Valle Camonica (1979). Si è proseguito con Firenze (1982) e Venezia (1987) toccando poi Matera con i suoi “Sassi” (1993), Vicenza e le ville palladiane venete (1994-1996), i centri storici di Siena (1995) e Napoli (1995), Ferrara e i luoghi estensi del Rinascimento (1995-1999), Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (1997), la Valle dei Templi (stesso anno). Tra le acquisizioni più recenti, le Dolomiti (2009), gli antichi insediamenti alpini (2011), l’Etna e le ville medicee toscane (2013). La vicina Svizzera ha un bottino assai più magro: Monte San Giorgio (2003) e Ferrovia retica (2008). Va ricordato che già nel 2008 la sezione comasca di Italia Nostra lanciò in un convegno al Teatro “Teresio Olivelli” di Tremezzo l’idea di inserire tutto il Lago di Como nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

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