Il Sap già in febbraio criticava il numero unico di emergenza: «Livellamento al ribasso»

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Il questore replica: «Disagi terminati»

Numero unico per le emergenze osservato speciale.
A poche ore dal tragico errore commesso ieri dal 112, inevitabilmente, crescono i dubbi sul funzionamento del servizio. Dubbi non nuovi, del resto. Più di un uomo delle forze di polizia, in via confidenziale, aveva raccontato in passato dei problemi legati soprattutto alla gestione dell’ordine pubblico.
C’è chi racconta infatti di un intervento richiesto in una nota discoteca della provincia, ma di cui l’interlocutore del 112 – che

ricordiamo ha sede a Varese – non aveva la più pallida idea dell’esistenza. Con la conseguenza di ritardare notevolmente i soccorsi. E potremmo continuare con molti altri episodi. Nessuno, però, poteva pensare ad un fatto come quello avvenuto martedì mattina a Como. Già lo scorso febbraio, comunque, il sindacato Autonomo di Polizia di Como (il Sap) aveva espresso le sue perplessità in un comunicato stampa, parlando di «standardizzazione di procedure con livellamento al ribasso delle qualità operative».
Pur riconoscendo l’esigenza di accorpare le centinaia di sale operative, infatti, il Sap aveva criticato l’applicazione delle procedure standard dell’emergenza sanitaria agli interventi soprattutto di polizia, aggiungendo come si fosse giunti a «sterilizzare un sistema che invece aveva equilibri delicati, dal punto di vista pratico e giuridico, che le forze dell’ordine riuscivano a mantenere grazie all’esperienza» maturata con il lavoro sul territorio e grazie alla sua conoscenza. Dubbi sul metodo, dunque, che tornano in mente all’indomani del tragico episodio anche se secondo il questore di Como, Michelangelo Barbato – che riferendosi al caso specifico parla di «errore umano» – non esistono, in quanto il sistema funziona.
«Finora non abbiamo riscontrato problemi del genere – ha spiegato ieri Barbato a Etv – Anzi, da quando esiste il nuovo 112 c’è una selezione a monte delle telefonate che aiuta a velocizzare i nostri interventi, perché sappiamo che ogni chiamata in arrivo è sicuramente diretta a noi».
Non è stato, però, sempre così. «Ci sono stati dei problemi all’inizio – confessa il questore cittadino – perché nella zona sud della provincia di Como alcuni Comuni non erano coperti dal numero unico, ma risultavano sotto Milano. Con l’estensione del servizio agli altri territori però i disagi sono terminati».

M.Pv.

Nella foto:
Il sindacato di polizia (Sap) ha criticato la gestione del numero unico delle emergenze

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