Elezioni 2012

Il senatore Pdl: «La sfida non è impossibile Lucini con l’estrema sinistra, noi coerenti Laura Bordoli è capace, nuova e autonoma»

A poche ore dal ballottaggio, il senatore e coordinatore del Pdl lariano traccia un bilancio della campagna elettorale, dell’esito del primo turno e delle prospettive future.
Domani i comaschi torneranno alle urne e la vostra candidata deve recuperare i 9mila voti di distacco del primo turno. È un’impresa impossibile?
«È difficile, ma non impossibile. Molti elettori moderati e di centrodestra non hanno votato al primo turno per protesta contro la vecchia amministrazione o hanno scelto
altre liste. Ora speriamo scelgano di evitare un salto nel vuoto».
A conti fatti, l’individuazione del candidato sindaco tramite le primarie è stata una scelta positiva oppure no?
«Tutti hanno incensato le primarie. Io non ne ero un acceso tifoso, ma le ho accettate. Il popolo delle primarie ha fatto una scelta. La scelta del popolo va sempre rispettata e Laura Bordoli è diventata la portabandiera del Pdl».
Laura Bordoli rivendica il suo essere una chiara alternativa alla vecchia politica. Eppure in molti criticano soprattutto il suo partito per non aver saputo includere davvero la cosiddetta società civile nel progetto politico-amministrativo.
«Perché, lei ha visto la società civile schierarsi? Cosa si intende per società civile? Laura Bordoli è davvero l’unico elemento di grande novità di questa consultazione e guida la lista Pdl. “Società civile” è un termine troppo ambiguo. Chi può attribuirsi la patente? Forse chi non si è mai schierato in politica mettendoci la faccia o chi critica rimanendo dietro la propria scrivania? Il dibattito di questi giorni è stato viziato da ipocrisia in dosi massicce».
Torniamo al ballottaggio. Una così ampia differenza di consensi raccolti da Laura Bordoli e Mario Lucini secondo lei da cosa è nata?
«Il disamoramento del nostro elettorato è causato dalla congiuntura nazionale, dalla delusione per il governo Berlusconi, dal mal di pancia per il sostegno esterno a Monti, dagli ultimi 5 disastrosi anni di governo della città. Però Lucini è sostenuto da 5 liste di una sinistra eterogenea, noi abbiamo fatto la scelta coerente e coraggiosa di presentarci solo come Pdl».
E ora quali sono le “armi” su cui contate per recuperare? Qual è il messaggio conclusivo che lancia agli elettori per convincerli a votare Laura Bordoli?
«Lucini è ambiguo. Leggete il suo programma nei punti salienti. Laddove si parla di “accoglienza”, di sicurezza, di mobilità. Un’ambiguità voluta appositamente per arruolare frange dell’estrema sinistra con i cui capisaldi programmatici dovrà fare i conti in caso di vittoria. Lo slogan “Como sveglia” è stato studiato per evitare l’effetto Pisapia a Milano dove le tasse locali sono alle stelle, la sicurezza inesistente, l’occupazione della proprietà privata all’ordine del giorno».
La vostra campagna elettorale per il secondo turno ha usato toni forti parlando di moschee, di immigrazione ecc. Non avete un po’ esagerato nel denunciare i “rischi” di una Como governata dal centrosinistra?
«Abbiamo parlato il linguaggio della chiarezza, abbiamo svelato ai comaschi cosa nasconde la sinistra di Vendola, Bersani e D’Alema dietro Lucini. La questione della moschea imbarazza la sinistra che ha arruolato i musulmani per il voto delle primarie. Il leader della comunità islamica pretende un altro luogo di culto oltre a quelli esistenti e la sinistra è sensibile al tema. Noi no perché la libertà di culto è già garantita, la moschea è una forzatura vergognosa e rischiosa».
Laura Bordoli ha presentato 3 tecnici esterni per l’eventuale giunta e si è impegnata a non ricandidare assessori uscenti. Non è un segno di sfiducia verso gli uomini del partito?
«Mettetevi d’accordo. Se avesse scelto una riedizione dell’esistente vi sareste lamentati del contrario. E poi i profili scelti da Bordoli sono straordinari mentre Lucini deve subire gli ordini delle liste che l’hanno sostenuto».
Guardando ancora un attimo al passato: quanto ha pesato, a conti fatti, l’eredità degli ultimi 5 anni di governo della città?
«Tanto, tantissimo. Arrivo però a dire che sono stati amplificati gli effetti negativi e dimenticati quelli positivi delle cose fatte. Il muro e la Ticosa hanno determinato uno spostamento di voti non indifferente, ma soprattutto l’astensione».
Anche la Lega è crollata. Si è rotto il blocco politico e sociale che ha guidato Como negli ultimi anni?
«Mi spiace per la Lega, molto e sinceramente. La brutta pagina giudiziaria degli ultimi tempi ha fatto il resto. Agli elettori leghisti dico: se al primo turno si vota con il cuore, al secondo turno occorre votare con la testa».
A proposito del vostro partito, il 13% del primo turno è stato oggettivamente una sconfitta. Crede che esista un futuro per il Pdl, dopo queste elezioni?
«Il Pdl ovunque ha messo un piede in fallo in queste elezioni. Io sono il coordinatore provinciale di un partito che a Erba è al 34%, a Cantù è al 16 e che a Como è andato male per mille, noti motivi. Il Pdl deve rifondarsi, il futuro è Alfano, ma dobbiamo liberarci di ruffiani e paraculi che non solo non hanno meriti ma nemmeno capacità. Stiamo discutendo attorno al concetto di un partito diverso, una confederazione che abbia il solo obiettivo di replicare il Partito Popolare europeo, cioè la casa del centrodestra europeo, anche in Italia».
Un’eventuale sconfitta al secondo turno può rimettere in discussione anche il suo ruolo nel Pdl comasco o ogni cambiamento sarà demandato al congresso?
«Vediamo i risultati finali, poi con tutti i coordinatori e i vice provinciali e regionali decideremo se rimettere il mandato nelle mani del segretario. Ma è ovvio che il congresso Pdl a Como dovrà essere celebrato rapidamente. Lo impone la democrazia, poi vinca il migliore».
Un ultimo messaggio ai vostri elettori delusi?
«Bordoli è persona capace, nuova e autonoma. Un vecchio esponente socialista mi ha detto: “Mi turerò il naso e voterò Pdl”. “Bravo”, gli ho risposto. E poi ho aggiunto: “Meglio turarsi il naso prima che pentirsi amaramente dopo”».

Emanuele Caso

Nella foto:
Alessio Butti è senatore della Repubblica e coordinatore provinciale del Popolo della Libertà
19 maggio 2012

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