Il set di Netflix “vetrina” mondiale. La troupe approda ad Argegno
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Il set di Netflix “vetrina” mondiale. La troupe approda ad Argegno

(l.m.) Il set di Netflix che ieri ha salutato Como per far ritorno con le prime attrezzature ad Argegno (la troupe per girare nel centro storico tornerà in forze lunedì 20) non è solo Vip e fan, è anche occasione di indotto notevole a medio e lungo termine.
Nei quattro giorni dell’evento “Dolce & Gabbana”, che il mese scorso ha portato il lago su un palcoscenico planetario, l’indotto stimato è stato di oltre dieci milioni di euro. La metà è quello del film Murder Mystery che vede protagonisti Jennifer Aniston (nella foto Andreoli, sul set di Como) e Adam Sandler.
«A quel che ci risulta – dice il sindaco di Argegno Roberto De Angeli – gli attori Usa dovrebbero essere sul nostro set il 22 e il 23 agosto». La produzione ha chiesto al Comune rivierasco un supplemento di sacrifici, per cui non è stato ancora quantificato quanto potrà incassare a fine set. «A fine settimana – dice il sindaco – pubblicherò l’ordinanza per la chiusura delle piazze del centro usate come set e per le due navette (orario 7/23) che porteranno ai parcheggi periferici alternativi in zona Muronico e Sant’Anna».
Ora che il 90% delle riprese di Murder Mystery è completato si tirano le somme della ricaduta economica: attori e troupe ospitati negli alberghi a cinque e quattro stelle, catering, duecento comparse, contratti con privati proprietari di strutture usate per la scenografia o come cabine di regia. Al Comune di Como arriva un assegno di oltre 43mila euro che copre la forzata chiusura di Museo Giovio, Tempio Voltiano e i Villa Olmo e l’occupazione dei posteggi blu, più l’occupazione della scuola e palestra di via Perti. In virtù di un accordo con la Film Commission Lombarda, l’occupazione del suolo pubblico invece non viene fatta pagare. Laglio ha ottenuto 50mila euro, Cernobbio ha affittato le scuole elementari dove la troupe ha la sua sede logistica da metà giugno fino al 31 agosto per 20mila euro. Brienno per l’occupazione del suolo pubblico chiede 6mila euro, e Moltrasio 3.200.
Ecco, a proposito: se i lariani fossero un po’ più organizzati, coglierebbero l’occasione d’oro data dal film della Aniston per progettare, come fa la vicina Lecco (la città manzoniana per la verità “apre” anche ai cugini voltiani), una “film commission” tutta comasca. Se ne è parlato tanto senza mai istituire alcunché di duraturo. È proprio la grandeur della produzione Netflix, finora la più imponente macchina da cinema approdata sul Lario in termini di budget stimato, settimane di lavoro e maestranze coinvolte, a confermare – complice la presenza di George Clooney – che il Lario è ormai meta primaria per chi fa cinema, sia che provenga da Hollywood o da Bollywood. E a sottolineare la necessità di un organismo di raccordo tra produzioni e territorio che le agevoli.
Senza contare la ricaduta d’immagine, difficilmente calcolabile. In un recente sondaggio dell’inserto dedicato all’economia del Corriere della Sera tre località comasche (Cernobbio, Bellagio e Menaggio) erano nella “top 20” delle località di lago preferite per l’acquisto di seconde case, tornato ad essere nelle attuali condizioni di mercato un conveniente bene rifugio. Ed è risaputo che il mercato immobiliare deve molto alla clientela straniera, sul lago. Un film come quello di Netflix avrà per il turismo e il real estate un effetto volano paragonabile a quello di “Guerre stellari” girato nel 2001 a Villa Balbianello.

14 agosto 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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