Il settore metalmeccanico rallenta: «Difficile recuperare entro l’anno»

Lavoro metalmeccanico

Le imprese comasche del settore metalmeccanico rallentano e la diminuzione è certificata sia a livello congiunturale, sia sul fronte tendenziale. Nel paragone tra i primi sei mesi del 2020 e lo stesso periodo del 2019 si registra infatti una diminuzione media dell’11,4% mentre il dato tendenziale, risulta pari a -16,9%. «Siamo di fronte a una delle sfide più difficili e complesse della recente storia industriale. Le perdite che hanno interessato le imprese metalmeccaniche nei primi mesi dell’anno, causate dal forte calo degli ordini dovuto al lockdown, saranno difficilmente compensabili da una seconda parte dell’anno che, purtroppo, non vede ancora risolta la diffusione dei contagi», ha detto il presidente del gruppo metalmeccanici di Confindustria Como, Serena Costantini.
Tra gli indicatori presi in considerazione – e presentati nel corso dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria metalmeccanica, giunta alla sua 155ª edizione – quello associato alla domanda mostra le performance più sfavorevoli sull’orizzonte tendenziale (-19,1%) mentre l’attività produttiva registra la più elevata diminuzione per quanto riguarda la congiuntura (-13,4%). Le previsioni formulate per i prossimi mesi del 2020 si confermano negative e indicano una variazione media che va oltre i quattro punti percentuali (-4,4%). All’interno del campione delle realtà metalmeccaniche continuano a emergere differenze riguardo l’utilizzo degli impianti; sono presenti infatti sia casi di sotto utilizzo (tra il 50% e il 60%), sia situazioni di vicinanza alla saturazione (90% ed oltre), in particolare per quanto riguarda le aziende che non hanno risentito per nulla o parzialmente della fase di lockdown nei mesi di marzo e aprile. Il dato mediamente registrato (64,8%) risulta superiore a quanto esaminato per le aziende tessili (52,7%) e sostanzialmente in linea con quello degli altri settori (65,3%).
«Di sicuro emerge un elemento: le aziende rappresentano uno dei luoghi più sicuri grazie all’importante attenzione nel rispetto dei dispositivi di protezione individuale e alla rigida applicazione dei protocolli anti-Covid. Questo dimostra il grande impegno degli imprenditori nella tutela della salute dei propri lavoratori. È quindi, fondamentale un forte senso di responsabilità da parte di tutti nel contrasto alla diffusione del virus, anche al di fuori delle aziende, in modo da evitare un nuovo lockdown che rappresenterebbe un danno irreparabile», aggiunge il presidente.
Va sottolineato come l’internazionalizzazione rappresenti una delle leve strategiche di sviluppo delle imprese metalmeccaniche comasche. La quota di fatturato realizzato mediamente all’estero dalle realtà del campione risulta infatti pari al 44,4% del totale. I Paesi dell’Europa occidentale costituiscono il principale mercato di destinazione delle merci prodotte, con un assorbimento di oltre un quarto (25,6%) del fatturato complessivo. L’export è diretto inoltre negli Stati Uniti (5,3%), nell’Est Europa (4,0%), nei Brics (2,9%), in Asia occidentale (2,7%) e in America centro-meridionale (0,5%). Anche se a causa dell’andamento negativo di moltissime economie estere dovute all’emergenza Covid 19, molte imprese comasche non sono riuscite ad esprimere il loro potenziale.
Va infine ricordato che le imprese del settore metalmeccanico attive nel territorio di Como, considerando i diversi comparti (metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo, macchinari e attrezzature, fabbricazione di prodotti elettrici, elettronici ed elettromeccanici, fabbricazione di mezzi di trasporto), rappresentano oltre un terzo (34,7%) delle realtà manifatturiere locali, dando lavoro a circa il 32% degli occupati manifatturieri: si tratta di circa 1.750 aziende per oltre 16.300 addetti.

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