Reddito di cittadinanza, il sindacato boccia la misura: «Bisogna investire sul lavoro»
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Reddito di cittadinanza, il sindacato boccia la misura: «Bisogna investire sul lavoro»

«Il problema dei giovani e la questione del diritto a una cittadinanza piena si risolvono creando lavoro e aumentando la competitività delle imprese. Ciò che serve è una occupazione duratura e stabile che ridia ruolo sociale e stabilità».
Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil di Como, boccia la proposta di reddito di cittadinanza dei 5 Stelle. «Faccio notare – dice – che già oggi gli stanziamenti per i vari redditi di sostegno sono insufficienti. E si tratta di strumenti a tempo, che il Movimento di Grillo vorrebbe sostituire con forme di aiuto sine die».
I 400 milioni necessari in provincia di Como sembrano, al segretario della Uil, «un’enormità. Se avessimo davvero a disposizione tutti questi soldi dovremmo piuttosto investirli in sanità, infrastrutture, trasporti o servizi. Sarebbe l’inizio di un cambiamento reale».
Anche il segretario generale della Camera del Lavoro lariana Giacomo Licata, dà un giudizio fortemente negativo sull’idea di reddito di cittadinanza. «La Cgil è sempre stata contraria, l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e i soldi pubblici devono servire per gli investimenti, per creare appunto lavoro».
La proposta dei 5 Stelle, dice ancora Licata, «costerebbe cifre insostenibili. Parliamo del nulla. Inoltre, da un punto di vista dell’impatto sociale sarebbe sbagliata. È chiaro che il Movimento di Grillo ha toccato un nervo scoperto, vale a dire la mancanza di lavoro. Ma questa risposta è la più semplice e insieme demagogica».
Purtroppo, conclude il segretario della Cgil di Como, «a fronte di un disagio oggettivo, del quale la politica dovrebbe farsi carico, gli unici a dire qualcosa sono proprio i 5 Stelle con il reddito minimo. La sinistra narra di un Paese in crescita ma la percezione di molti è diversa».
A proposito del reddito di cittadinanza, Adria Bartolich, segretaria generale della Cisl dei Laghi, parla addirittura di «follia».
Negli anni scorsi, dice, «abbiamo rischiato il default. Il nostro debito pubblico è altissimo e per contenerlo si continua a fare tagli al welfare. Il reddito e la pensione di cittadinanza introducono un sistema assistenziale irrealizzabile. Mi chiedo quali incentivi sarebbero messi in campo per spronare la gente a cercarsi un lavoro».
Il sindacato, conclude Bartolich, «spinge invece sulle politiche attive e sulla formazione, le uniche che garantiscono ai cittadini di stare sul mercato. Il Sud ha subìto la crisi molto più del Nord e capisco il meridionale che vota per il reddito minimo garantito. Ma una misura del genere è parassitaria, clientelare, non garantisce lo sviluppo e fa esplodere le politiche di stampo assistenzialistico».

8 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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3 COMMENTI SU QUESTO POST To “Reddito di cittadinanza, il sindacato boccia la misura: «Bisogna investire sul lavoro»”

  1. Il reddito di cittadinanza e uno strumento giusto, la domanda e ai segretari confederali, sindacato e nato per difendere i più deboli , ci pare giusto che un politico dopo solo cinque anni in parlamento si mettono una pensione in tasca di tre quattro mila euro al mese e un lavoratore quelli che vi pagano la tessera, che dovete difenderli dopo 35 anni di lavoro al massimo prendono 1.500,euro ci pare giusto?

  2. Mi piacerebbe sapere quanto guadagnano all’anno
    questi Segretari dei sindacati che tanto criticano
    il reddito di cittadinanza (magari non hanno letto neanche il contenuto della proposta del M5s)
    Certamente loro non ne hanno bisogno per arrivare afine mese.

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