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Il sindaco Cattaneo: «Abbiamo creduto nell’arte quando gli altri arretravano»

Il primo cittadino(a.cam.) «Scusi, c’è il sindaco?». «Certo, come ogni giorno». Alessandro Cattaneo, il sindaco di Pavia, è nel suo ufficio. «Ha un appuntamento dietro l’altro», dice la segretaria. Basta chiedere, però, e il primo cittadino, tra un incontro e l’altro, accetta di ritagliare dieci minuti per i cronisti arrivati da Como senza preavviso. A 34 anni, Cattaneo, esponente del Pdl, si avvia alla fine del primo mandato alla guida di Pavia. Il suo vice, Matteo Mognaschi, è persino più giovane. Naturalmente, non mancano voci critiche sul primo cittadino e il suo staff. Lui prosegue sulla

sua strada. E i numeri, almeno in tema di arte, cultura e turismo, sono dalla sua parte. «Il successo di una mostra lo decreta il pubblico – esordisce Cattaneo – e i nostri numeri sono in costante crescita. Tutti i record li abbiamo fatti negli ultimi due anni. Da giovane amministratore, semplicemente credo si debba avere un po’ di coraggio e che si debbano fare due passi avanti laddove gli altri ne fanno uno indietro. Alla fine, chi ha scommesso raccoglie risultati doppi perché chi gli sta attorno è arretrato».L’amministrazione pavese ha investito sul Castello Visconteo, ha migliorato la biglietteria e la sala d’attesa, ha trasformato il fossato, impraticabile, in una pista ciclopedonale.Approfittando anche di un bando legato a Expo, ha lavorato sulle infrastrutture turistiche. «Il Castello era un luogo elitario – dice il primo cittadino – Noi abbiamo spalancato le porte a tutti. Mi hanno criticato, c’è chi dice che il nostro atteggiamento è dissacrante. Per quanto mi riguarda, sono convinto di aver dato vita alla nuova piazza di Pavia. Abbiamo portato i cittadini al Castello, abbiamo promosso iniziative che magari iniziano con una festa e un bicchiere di vino, ma poi contribuiscono a far apprezzare la bellezza di questo luogo, ad avviare un percorso culturale e artistico».“Giovane” è anche il partner del Comune. «Alef è una società giovane, coraggiosa, innovativa – dice Cattaneo – Per organizzare la mostra non chiede soldi a scatola chiusa, investe personalmente. Si accolla il rischio d’impresa. Parliamo di veri imprenditori nel campo culturale, che agiscono in modo rivoluzionario e con grande competenza. Una partnership innovativa è indispensabile per puntare al successo in questi ambiti. Il Comune non ha le risorse né le capacità per curare aspetti quale per esempio il marketing di eventi di questo tipo. La collaborazione è alla base dei risultati che stiamo ottenendo».

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