Il sindaco di Cantù: «Per i profughi afghani serve una risposta europea»

Galbiati Alice sindaco di CantùGalbiati Alice sindaco di Cantù

«Il fenomeno per la sua drammaticità e importanza deve essere trattato in prima istanza a livello europeo… Serve una risposta internazionale e la risposta dei sindaci è solo l’ultimo tassello», dice il primo cittadino di Cantù, Alice Galbiati.
Mentre il vicecapogruppo della Lega al Pirellone, il lecchese Andrea Monti, addirittura si dice «preoccupato delle parole di Mauro Guerra… giusto aiutare i rifugiati ma dico no alla mangiatoia dell’accoglienza».
Giungono risposte non entusiaste, dal Carroccio, alle dichiarazioni del presidente di Anci Lombardia, nonché sindaco di Tremezzina.
Mauro Guerra, commentando il dramma che sta travolgendo in questi giorni l’Afghanistan dopo il ritorno dei Talebani, aveva parlato di «costruire immediati canali di accoglienza per chi fugge dalla tragedia di una terra e di un popolo martoriati», aggiungendo che i «comuni lombardi sono pronti a fare la loro parte e si uniscono allo sforzo dei comuni italiani che in queste ore si sono detti pronti ad accogliere i civili che hanno collaborato con le nostre missioni e i rifugiati che fuggono da quella terra». Le reazioni giunte ieri su questo specifico tema sono però assai caute, e partono da una divisione di fondo, quella tra chi ha nei fatti aiutato la missione italiana in questi anni, e gli altri profughi.
«Senza entrare nel merito di valutazioni di politica estera, è chiaro che il fenomeno per la sua drammaticità e importanza deve essere trattato in prima istanza a livello europeo – dice Galbiati, sindaco di Cantù – Credo sia opportuno che i Ministeri competenti creino il contesto adeguato all’interno del quale tutti gli attori interessati possano muoversi. Il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni, è sul pezzo e conferma che diplomatici e collaboratori afghani dei militari italiani che hanno aiutato il nostro contingente sono già in fase di evacuazione e saranno giustamente protetti». «Nessuno abbandona chi è stato accanto ai nostri militari durante la missione internazionale – conclude il sindaco di Cantù – Per famiglie, civili e sfollati serve una risposta internazionale ed europea. La disponibilità dei sindaci è solo l’ultimo tassello di un coordinamento territoriale gestito dalle Prefetture che individuano aree e strutture idonee all’accoglienza. Credo sia giusto quindi ragionare sul tema umanitario nel suo complesso partendo dal macro per arrivare al micro e non il contrario».
Scettico anche Monti: «Sono preoccupato per le parole del presidente di Anci Mauro Guerra, che chiede di ampliare la rete d’accoglienza – dice – Aiutare chi ha collaborato con il Governo italiano in Afghanistan è giusto. Chiedere che l’Europa, tutta quanta, appronti un piano per accogliere eventuali rifugiati anche. Ma non credo che spetti farlo ai nostri sindaci.
«Questa corsa a voler chiedere subito soldi per la rete dei centri di accoglienza – conclude Monti – puzza un po’ troppo di voglia di resuscitare la vecchia gestione dei richiedenti asilo targata Partito Democratico. Ai richiedenti asilo serve altro».

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