Il sindaco di Lomazzo minaccia: «Seggi chiusi senza i rimborsi»

alt Casse comunali sempre più povere
Ma nel pomeriggio arrivano le rassicurazioni del prefetto e rientra così la provocazione
«Senza i fondi statali faccio chiudere i seggi» il sindaco di Lomazzo Gianni Rusconi ha lanciato ieri mattina una provocazione forte per mettere in evidenza le ben note difficoltà di bilancio degli enti locali. Con gli ultimi tagli della spending review che si sono abbattuti sui comuni anche una spesa di alcune migliaia di euro senza copertura può diventare insostenibile. La provocazione in realtà è andata a buon fine ed è durata poco più di mezza giornata, visto che nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata a Lomazzo la rassicurazione dall’ufficio del governo sul territorio. Arriveranno i 20mila euro per sostenere le spese per le votazioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio.
Tra la provocazione del sindaco della Bassa comasca e la nota ufficiale della

Prefettura che ha raggiunto il primo cittadino c’è anche una telefonata della nostra redazione al prefetto, Michele Tortora, che informato della notizia era caduto letteralmente dalle nuvole.
«Non mi pare nello stile del sindaco di Lomazzo un simile atteggiamento – ha detto il prefetto – Immagino che sia un modo per sottolineare il problema dei rimborsi elettorali. Mi premuro di approfondire e di verificare la questione direttamente con Rusconi» assicura il prefetto.
Anche perché un simile atto, come la mancata apertura del seggi, spiega Tortora «comporta delle violazioni a carattere penale. Affronteremo con attenzione la questione e sono sicuro che troveremo una soluzione».
E poco dopo è lo stesso sindaco (lo stesso del divieto alle sigarette elettroniche nei locali comunali), a seguito dell’annunciata telefonata del prefetto di Como, a fare cadere ogni riserva. Anche a Lomazzo il 24 e 25 febbraio si potrà votare insomma.
Ma torniamo al problema. Fino a ieri pomeriggio, infatti, lo Stato non aveva ancora dato conferma al Comune di Lomazzo dello stanziamento dei 20mila euro per le elezioni politiche in programma per l’ultimo weekend di febbraio.
Al municipio guidato da Rusconi le elezioni costano complessivamente 30mila euro. Il 10% è a carico della Regione Lombardia, mentre spetta allo Stato accollarsi i restanti 20mila euro.
«La Regione aveva già comunicato che questi soldi sarebbero arrivati», spiega Rusconi.
La somma stanziata però sarebbe stata minore rispetto alle previsioni.
In base a quanto stabilito dai parametri vigenti la Regione Lombardia avrebbe stanziato 0,80 centesimi per elettore, il che equivale a un totale di 6mila euro invece dei 10mila previsti.
«I 4mila euro di differenza sono già a nostro carico – aggiunge il sindaco – A questi vanno aggiunti 5mila euro per l’acquisto di nuovi pannelli. Quelli che avevamo non erano sufficienti per tutte le liste e per tanto ci siamo trovati nelle condizioni di doverne acquistare dei nuovi. Le casse comunali per tanto si trovano già a dover sostenere una spesa di 9 mila euro».
«Non avevo ancora ricevuto alcuna comunicazione circa lo stanziamento dei 20mila euro da parte dello Stato – aggiunge il sindaco Rusconi – Così non avevo la certezza di questo stanziamento».
«Le casse comunali – prosegue il primo cittadino – si sarebbero potute trovare un’ulteriore spesa di 30mila euro per le elezioni. Pertanto stavo valutando l’ipotesi di assumermi ogni responsabilità e far chiudere i seggi».
E spiega ancora, non nascondendo il suo rammarico: «Dati alla mano, nel 2011 i cittadini di Lomazzo hanno versato allo Stato ben 26milioni e 599mila euro di tasse. Il Comune ha ricevuto un finanziamento statale di 850mila euro. Non possiamo stilare il bilancio di quest’anno perché non sappiamo ancora l’entità dei trasferimenti statali. Siamo impossibilitati a redigere ogni progetto in conto capitale».
«Abbiamo bloccato tutte le asfaltature e le manutenzioni ordinarie e straordinarie, indispensabili per una società civile. Di fronte a una situazione di questo tipo e proprio perché fino a ieri non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, abbiamo corso il rischio di doverci anche accollare altri 30mila euro per le elezioni».
Invece, ieri pomeriggio è arrivata la telefonata del prefetto Michele Tortora: Lomazzo avrà i suoi 20mila euro.
«La Prefettura proprio l’altra sera (lunedì, ndr) ha deliberato lo stanziamento di questi soldi – dice il sindaco Rusconi – Ieri mi è stata mandata la comunicazione confermata telefonicamente proprio dal prefetto». Emergenza rientrata quindi. Il 24 e il 25 i seggi apriranno regolarmente e il Comune potrà sostenere tutte le operazioni senza gravare sulle proprie casse.

Paolo Annoni

Nella foto:
L’intervento.
Il prefetto di Como Michele Tortora si è occupato in tempo reale della “questione Lomazzo” chiamando il sindaco Gianni Rusconi e dando rassicurazioni sui fondi statali per il rimborso delle spese elettorali. Le 20mila euro per Lomazzo erano state deliberate proprio lunedì sera

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.