Il sindaco di Menaggio: «Siamo costernati, l’intero paese è sotto shock»
Cronaca

Il sindaco di Menaggio: «Siamo costernati, l’intero paese è sotto shock»

Spaggiari: «Accertate le responsabilità, le pene dovranno essere severe»

Il Lago di Como e Menaggio come Jesolo e Rimini. Il peso del boom del turismo oggi forse significa anche questo, ovvero essere possibile teatro di eventi drammatici. In una delle estati in cui il Lario è stato sotto i riflettori per grandi eventi di moda e produzioni cinematografiche, arriva ora un tremendo fatto di cronaca, un episodio di violenza commesso da un branco su due minori. Poco importa che tutti i protagonisti non siano del Lago di Como, vittime e carnefici, ma soltanto ospiti, per turismo o per lavorare. Anche chi vive sul territorio si sente oggi in qualche modo responsabile, come spiega il sindaco di Menaggio, Michele Spaggiari.

«Siamo costernati – spiega – e ora tutti qui vorrebbero fare qualcosa per le ragazze, le loro famiglie, per aiutare le forze dell’ordine e la magistratura. Siamo a disposizione. Anche se il primo pensiero va naturalmente a quelle due vittime».

«Si tratta di giovanissime donne – prosegue il sindaco – colpite nel pieno del loro processo di crescita. Possiamo soltanto sperare che con il tempo possano superare l’accaduto. Il paragone può sembrare azzardato, ma anche il nostro paese e il nostro territorio sono segnati da questo orrendo fatto di cronaca. Siamo finiti sotto le luci della ribalta senza meritarlo».

Nessuno dei presunti responsabile della violenza è infatti di Menaggio o del Lago di Como. Ma la comunità che aveva accolto le due turiste si sente responsabile per non averle protette.
«Sono stati fatti tanti sforzi negli ultimi anni per rendere il nostro paese ancora più tranquillo e accogliente, per chi vive e per i turisti – dice il sindaco – Poi accade una cosa simile e tutto ti cade addosso. Spero che possa calare presto su questo avvenimento un rispettoso silenzio. Prima di tutto per le ragazze, naturalmente. Ora la vicenda giudiziaria dovrà fare il suo corso, la fiducia e il rispetto di chi indaga e di tutti i protagonisti è massimo. Confidiamo che i fatti e le colpe vengano accertate al più presto. Che la persona oggi latitante si costituisca, o venga rintracciata. Poi, quando verranno accertate le responsabilità, le pene dovranno essere severe, perché troppo spesso chi sbaglia se la cava con poco».

Il sindaco riflette anche sul fatto che pure i presunti aggressori sono molto giovani. «Educare le nuove generazioni è diventato sempre più difficile – dice Spaggiari – La speranza è che un simile dramma possa fare riflettere tutti, anche in ambito familiare, per prendere coscienza su potenziali pericoli spesso sottovalutati». «Estate vuole dire spensieratezza – aggiunge – divertimento, ma non per forza esagerare tra alcol, droga e sesso. Oggi tanti ragazzi hanno soldi facili in tasca, ma sono senza valori. Le famiglie, la scuola, il mondo dello sport e delle associazioni, le parrocchie, devono fare ancora di più. Ora, ripeto, speriamo solo che possa calare un rispettoso silenzio per le vittime», conclude il sindaco Spaggiari.

1 settembre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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