Il sindaco Landriscina: «Per ragioni di sicurezza dovrei chiudere gran parte delle scuole»

Le immagini del crollo nella scuola media di Albate

«Dovessi ragionare in termini di sicurezza, dovrei prendere un provvedimento devastante, ovvero inibire l’accesso a una parte consistente degli istituti di Como». Il sindaco Mario Landriscina è intervenuto in diretta su Espansione Tv sull’episodio del crollo del contro soffitto alla Marconi di Albate.
Intonaco e pezzi di mattone finiti sulla cattedra e sui banchi. La professoressa di francese di una classe prima, sfiorata dai detriti, portata al pronto soccorso sotto shock. I bambini fatti evacuare da una seconda insegnante di sostegno. Un dramma evitato, insomma, per puro caso. Un gruppo di genitori, martedì, ha scritto al sindaco manifestando tutta la preoccupazione del caso.
«Lì sotto potevano esserci i nostri figli – hanno scritto i genitori – Pensiamo di avere il diritto di pretendere che frequentino una scuola sicura e monitorata».
«Come non condividere le loro parole – ha detto il sindaco – potrei sottoscrivere subito anch’io quella nota, da genitore».
Il ruolo di sindaco impone però anche controllo e responsabilità sugli edifici comunali.
«Il mio stato d’animo è lo stesso dei genitori per tutte le 48 scuole – ha aggiunto Landriscina – abbiamo fatto verifiche da più punti di vista su tutti gli edifici e la situazione mi inquieta. Più soggetti sono stati chiamati in una decina di ispezioni. Posso dare la mia parola che correremo il più possibile, spenderemo tutti i soldi possibili per mettere a posto le scuole e rassicurare le famiglie. Nel medio termine, pensiamo di ridurre il numero delle strutture, cercando accorpamenti sugli edifici con minori problemi» ha concluso.
Intanto, per consentire il proseguimento delle indagini al primo piano della scuola di piazza IV Novembre ad Albate, oltre ai lavori preparatori per i ripristini necessari al secondo piano, la scuola resterà chiusa fino a sabato.
Gli uffici stanno predisponendo un progetto di intervento suddiviso in due fasi al primo e al secondo piano, con priorità al primo piano in modo da consentire l’agibilità al rientro dalle vacanze di Natale. Successivamente si interverrà sul secondo piano. L’intervento prevede la posa di sistemi di protezione dei solai consentendo l’utilizzo in sicurezza degli spazi.
Cinquecento studenti lasciati a casa quindi per una settimana, con buona pace dei genitori che devono organizzarsi. Non risulta siano state cercate sedi alternative per fare fronte all’emergenza.
Sul tema della sicurezza della scuole di Como e dell’incolumità degli studenti è intervenuto ieri anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cernezzi. Fabio Aleotti cita il rapporto di Legambiente sull’edilizia scolastica, che vede Como al 66° posto tra i capoluoghi italiani (su 83 città che hanno preso parte all’indagine). «Como è anche tra le città con le maggiori esigenze e urgenze di manutenzione anche per la vetustà di alcuni edifici» sottolinea Aleotti.

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