Il sindaco: «Spallino non è aggiornato su Expo»

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La replica del primo cittadino all’assessore che ieri ha detto: «Manca una regia»
«Io seguo il marketing territoriale, Cavadini la cultura e Introzzi le relazioni»

«Le parole di Spallino mi hanno sorpreso, ma mi rendo conto che non si può essere sempre aggiornati su tutto». Il tono del sindaco di Como, Mario Lucini, è sospeso tra la genuina comprensione e il fastidio latente.
E pur senza voler innescare pericolose polemiche interne alla giunta, il primo cittadino replica alle parole non tenere pronunciate dal suo assessore all’Urbanistica in merito al ritardo di Como sulla scadenza di Expo 2015.
Lorenzo Spallino, d’altronde, ieri era stato

chiaro: «In città e sul territorio manca una regia per il percorso di avvicinamento all’Esposizione universale. E in Comune non esiste nemmeno una delega specifica per Expo».
Concetti nitidi, “arricchiti” dal timore che il Lario possa finire per accontentarsi di una visione dell’evento puramente commerciale.
Secondo il sindaco, però, le cose stanno diversamente.
«Io stesso ho la delega al marketing territoriale, che certamente comprende anche Expo – specifica subito Lucini – Inoltre, in questi mesi, l’assessore al Commercio, Gisella Introzzi, si sta occupando direttamente dell’evento seguendo le relazioni con la Camera di Commercio di Como, con le associazioni di categoria e con le realtà produttive. E l’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, già lavora all’aspetto culturale legato all’evento».
«Dunque – aggiunge il sindaco – non è vero che non si sta facendo nulla o che non esiste un disegno generale. Forse Spallino non conosceva questi dettagli, ma può capitare e non ne farei un dramma. Lo rassicuro, comunque: non vi è alcuna trascuratezza del tema da parte dell’amministrazione comunale».
Resta il fatto, però, che l’assessore all’Urbanistica ha anche posto una questione politica molto precisa, ovvero la necessità di istituire una vera e propria delega per Expo da assegnare a un esponente dell’esecutivo.
«La realtà – ribatte Lucini – è che proprio di questo tema mi stavo occupando già lo scorso autunno. Poi, per cause di forza maggiore legate alle dimissioni di Giulia Pusterla, il discorso si è interrotto. Ora, comunque, non escludo affatto di istituire la delega specifica per l’Expo, ma è chiaro che un passo simile non potrà prescindere anche dal riassetto complessivo della giunta legata al successore della Pusterla».
Un fronte, quest’ultimo, sul quale però non sembra ancora essere maturata una scelta definitiva: «Non ho ancora deciso, ma non serviranno tempi molto lunghi».
In ultimo, Lucini risponde anche al consigliere di Fratelli d’Italia Marco Butti, che aveva definito “gravissime” le parole di Spallino e aveva auspicato un intervento di riqualificazione del “waterfront” di Como in vista dell’Esposizione universale milanese.
«Tutti, a partire da me, abbiamo chiaro il concetto che la città dovrà essere migliorata per quell’appuntamento – osserva Lucini – Purtroppo non credo che il cantiere delle paratie sarà completamente finito per il 2015, ma almeno una parte sarà finalmente usufruibile. Inoltre, abbiamo in previsione anche un intervento importante sul verde in viale Geno, in stretta collaborazione con le associazioni e in particolare con la Famiglia Comasca per quanto riguarda le piante. Inoltre, anche il percorso che da Villa Olmo arriva alle Serre passando per Villa Saporiti sarà interessato da lavori di riqualificazione e abbellimento. Insomma, mi pare che tutto si possa dire, tranne che la città non si stia preparando seriamente per Expo nei limiti di una situazione economica non certo facile».

Emanuele Caso

Nella foto:
Un rendering del Padiglione Italia che verrà realizzato per Expo 2015 e dove potrebbe trovare spazio anche Como

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