Il sindaco: «Vi spiego la mia Ticosa. No a nuove case, sì a un maxiparcheggio e al verde»

Area ex Ticosa

Parcheggi, verde, sport, università, qualche servizio, ma nessuna casa, condominio, torre o grattacielo, nessuno sviluppo abitativo insomma. Nel dibattito sul futuro dell’ex Ticosa, scaturito dal nostro reportage della scorsa settimana, irrompe la parola del sindaco di Como, Mario Landriscina.
Una lunga chiacchierata sul futuro della Ticosa, quella con il primo cittadino, dopo che a dire la propria erano stati i rappresentanti di maggioranza e opposizione a Palazzo Cernezzi.

Mario Landriscina
Il sindaco di Como Mario Landriscina con la mascherina durante la celebrazione del 25 aprile 2020 (emergenza coronavirus)


Uno sguardo inevitabile anche oltre questo mandato amministrativo. Non chiedete però a Landriscina se sarà ancora lui il candidato del centrodestra unito alle prossime elezioni. Non risponderà. Sull’argomento Ticosa, invece, la disponibilità a ragionare è totale.
«Se parliamo della mia preoccupazione attuale e del mio impegno immediato sulla Ticosa – premette il sindaco – dovremmo parlare soltanto della bonifica».

«Ci sono da chiudere le azioni che avremmo voluto portare a casa da mesi – evidenzia Landriscina – Mi piacerebbe essere qui ora a ragionare a bonifica fatta, ma qualcosa è andato storto e non ne posso essere contento. Ci sono state problematiche di natura tecnica, che hanno determinato la cancellazione del bando. L’impegno immediato è stato rifinanziare tutto l’iter. Nei primi giorni di settembre porteremo in consiglio l’operazione di bilancio, poi ci saranno la gara e i lavori, che voglio vedere finiti prima della scadenza del nostro mandato amministrativo» dice ancora.
Ripulito il terreno dai veleni, il sindaco divide l’intera area in tre grandi settori e spiega la sua idea di trasformazione e rigenerazione urbana del quartiere.

«Per il settore della Santarella, compreso l’edificio stesso di cemento armato, sotto tutela dalla Soprintendenza, il partner individuato ormai da mesi è l’Università dell’Insubria – spiega Landriscina – Abbiamo fatto una comunicazione ufficiale condivisa per una destinazione dell’area a scopi didattici e culturali. E di questo sono decisamente contento. Nonostante vi siano stati diversi tentativi per convincermi a mettere altro dentro la Santarella, ho tenuto duro. Credo che la bellezza dell’edificio possa essere esaltata proprio dalla destinazione culturale, così come era avvenuto per il chiostro di Sant’Abbondio. Rettore e prorettore dell’Insubria sono della mia stessa idea e hanno già avviato per quanto di competenza le pratiche e i ragionamenti sul luogo».
Definito l’utilizzo della Santarella e dello spazio limitrofo, rimane la fetta più ampia dell’ex tintostamperia. Cosa metterci?

«Parcheggi innanzitutto, collocati anche in maniera dignitosa a servizio dell’aera cimiteriale – dice il sindaco – Un grandissimo parcheggio che permetta di riordinare il traffico e le aree di sosta del centro e anche di liberare la convalle da quei mezzi che circolano lungo il girone alla ricerca di un’area di sosta. Non sarà la soluzione per tutti i problemi viabilistici della città, perché l’asse verso la Lariana rimane un punto di difficile soluzione, ma qualcosa si potrà alleggerire. A breve studieremo il collegamento con bus elettrici per il centro». E poi? È tramontata del tutto l’idea di portare gli uffici comunali in Ticosa? Il sindaco non è intenzionato a fare barricate sulla sua vecchia proposta.
«L’idea è stata subito contrastata, avrebbe voluto dire delocalizzare alcuni servizi di interesse della città e spostare da viale Lecco un attrattore di traffico – dice Landriscina – però per andare avanti servirebbe una forza diversa, politicamente parlando, non mi pare al momento una priorità».

Per la città sarebbe più semplice e condivisibile l’idea di un nuovo parco urbano, un nuovo polmone di Como, una grande area verde.
«Penso a qualcosa di molto bello, collegato con la Spina Verde, un’architettura urbana che abbia anche molti servizi per lo sport, con tanti campetti per le diverse discipline. Soluzioni moderne che già si vedono in altre città, che non necessitano di grandi manutenzioni. Insieme allo sport mi piacerebbe vedere dentro l’area della Ticosa un grande anfiteatro per gli spettacoli all’aperto. Ho già visto qualche disegno» ammette il sindaco di Como.
Insieme con il parco verde, una serie di servizi per i suoi fruitori, qualche bar e ristorante, oltre a bagni, docce, per l’attività sportiva.
«Pochi servizi di grande qualità, senza però entrare in concorrenza e in competizione diretta con quelli già esistenti nell’area di via Milano, ad esempio».

Il verde e lo sport non portano però denaro, di solito. Ma Landriscina non dispera di reperire le risorse necessarie per il suo “sogno”.
«Il problema di trovare capitale da investire si presenterà, ma non si parte certo da zero. Abbiamo iniziato un percorso con Regione e si prefigura anche un’interesse europeo per la rigenerazione dell’aera. Sarà fondamentale trovare il soggetto che si occupi della realizzazione e della gestione del grande parcheggio. Non mancano player importanti a livello nazionale e internazionale. Chi costruirà e realizzerà il parcheggio avrà in carico anche le opere viabilistiche e la realizzazione dei servizi per le aree sportive, di aggregazione, di cultura e di svago» dice il sindaco.

Qualora non fosse sufficiente nel piano economico il grande parcheggio, Landriscina pensa che si potrebbe tornare sull’idea di realizzare degli uffici. Nessun appartamento però, a differenza di tutti i precedenti progetti sull’ex Ticosa.
«Non credo che Como abbia necessità di altra superficie abitativa – evidenzia – C’è già un patrimonio da ristrutturare e salvaguardare. Nel corso del mandato abbiamo dovuto destinare milioni di euro alla riqualificazione delle scuole, che non avevano ricevuto da decenni manutenzione straordinaria. Sarebbe stato bello fare altrettanto per l’edilizia comunale e popolare. Abbiano troppi appartamenti che dovrebbero essere rimessi a nuovo e poi ceduti, con poco, ai loro occupanti. Lo abbiamo fatto con alcune decine di alloggi in questi anni, ma questi numeri dovranno aumentare. Anche perché, lo vediamo tutti i giorni dalle richieste ai servizi sociali, la povertà continua a mordere».
«Dobbiamo favorire l’insediamento a Como di tante giovani coppie che oggi non hanno la possibilità di pensare a un futuro indipendente. La forbice tra la città ricca e quella più povera si sta allargando di anno in anno e un buon sindaco, con il Comune, deve pensare a tutti i suoi cittadini» conclude.

Articoli correlati

1 Commento

  • enrica vittani , 24 Agosto 2021 @ 18:01

    Mi sembra che il sindaco si stia allargando un pò troppo Certo non è stata colpa sua l’abbattimento del corpo a shed progettato dall’Arch.Damiano Cattaneo dove si sono tenute a suo tempo varie esposizione d’Arte (con Philippe Daverio es.)Teatro Conferenze etc.
    Questo è tutto certo poichè vi ho partecipato come ex gallerista

    Enrica Vittani
    Como

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.