Il Sociale a caccia di talenti

altMusica – Il maggior teatro comasco ospita il concorso internazionale per cantanti lirici dell’As.Li.Co.

Il Teatro Sociale di Como è la Bruxelles dell’opera. Il 65° Concorso per Giovani Cantanti Lirici d’Europa dell’As.Li.Co. vive infatti in piazza Verdi, dopo le selezioni di Nizza, Palermo, Vienna e Roma, le ore convulse delle battute finali, quelle che porteranno la giuria ad emettere oggi gli attesi verdetti.
A guidare la commissione, composta

da 11 esperti provenienti dai migliori palchi europei (nella foto Fkd), una decana del nostro teatro, Giovanna Lomazzi: «È un compito molto faticoso – racconta la vice-presidente del Sociale – perché nell’arco di poche settimane abbiamo dovuto ascoltare oltre 200 cantanti. A Como ne abbiamo portati 80 e vi assicuro che avere la responsabilità di tarpare le ali a molti artisti che vivono grandi speranze e illusioni non è semplice. È dura essere bocciati ma è dura anche dovere bocciare».
Quest’anno il livello dei concorrenti sembra particolarmente buono.
«Sì – afferma Lomazzi – Molti cantanti arrivano dai conservatori con un’ottima preparazione, avere cattivi maestri può creare danni irreparabili. Ci sono molti soprani e qualche tenore, alcuni di loro sono giovanissimi, non hanno nemmeno vent’anni. Per diventare un cantante professionista servono doti innate, senza le basi non si va da nessuna parte, ma anche l’impegno e la preparazione sono molto importanti. Poi bisogna tenere conto della tenuta nervosa al momento dell’esibizione, alcuni crollano».
Le fa eco Giovanni Vegeto, amministratore delegato di As.Li.Co. e membro della giuria: «Confermo che il livello è molto buono, addirittura sorprendente tra gli esordienti. Il problema è trovare il fuoriclasse, l’artista che fa la differenza. Cerchiamo comunque di capire chi ha fatto progressi rispetto ad altre audizioni tenendo conto delle sue potenzialità. È un compito ingrato perché in 10 minuti dobbiamo giudicare chi si prepara al concorso anche per un anno intero».
I giudici del concorso lirico internazionale lariano, arrivando da tutta Europa, hanno metri di giudizio differenti: «Il gusto è diverso – dice Vegeto – e probabilmente anche l’analisi vocale e musicale; normalmente i tedeschi vengono a studiare il canto in Italia mentre noi andiamo in Germania a studiare musica».
Alessandro Galoppini, direttore artistico del Teatro Regio di Torino, conferma le impressioni dei colleghi: «Sono bravi, ora vedremo di individuare i migliori. È uno dei concorsi più importanti d’Europa ed è organizzato da un teatro splendidamente organizzato e gestito. Il lavoro che sta portando avanti la presidente dell’As.Li.Co. Barbara Minghetti a Como, di coinvolgimento del territorio, di educazione e produzione, credo sia l’esempio da seguire per la sopravvivenza di tutti i teatri di tradizione d’Italia. In ogni caso, l’integrazione fra teatri è fondamentale, noi collaboriamo anche con l’Opera Foundation di New York che sostiene giovani cantanti americani nello studio in Europa».
Ana Esteban, direttore della produzione del Teatro de “La Maestranza” di Siviglia, è incantata dal capoluogo lariano: «Il Sociale sta facendo un grande lavoro in una città meravigliosa, complimenti. I cantanti sono a un livello alto ed è bello vedere tanti giovani pieni di talento che possono davvero avere un futuro importante».
Infine, un’altra autorevole testimonianza, quella dell’inglese Nicholas Payne, direttore generale del circuito “Opera Europa”: «Tenori e soprani sono ottimi, sarà difficile scegliere i finalisti, ci sono almeno tre artisti sorprendenti. Il processo di integrazione tra teatri è irreversibile. Allo stesso tempo penso sia importante che ognuno mantenga la propria identità: l’espressività italiana, il carattere tedesco, il calore spagnolo. Ma ancora una volta sono rimasto impressionato dalla bellezza del vostro teatro e dalla ricchezza della sua proposta artistica».
Oggi pomeriggio, dalle 15, aperta gratis al pubblico, la finale sull’ambito palcoscenico di piazza Verdi.

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