Il sogno della Caserma De Cristoforis. Una cittadella dei servizi dove un tempo c’erano le reclute

Caserma de Cristoforis

In attesa di scoprire cosa ne sarà della Ticosa, il gigante addormentato alle porte di Como, potrebbe invece lentamente risvegliarsi dal suo lungo torpore la Caserma De Cristoforis. L’enorme struttura che ha ospitato per decenni migliaia di reclute per poi, progressivamente, svuotarsi, potrebbe infatti ospitare una cittadella dei servizi.
Quella che sta per cominciare sarà infatti una settimana importante per capire se potrà avere un futuro il progetto di accorpare nell’ex caserma le sedi di Agenzia delle entrate (oggi in viale Cavallotti), Prefettura (in via Volta, all’interno di locali di proprietà della Provincia di Como), Archivio di Stato (via Briantea) e Direzione del lavoro (via Bellinzona), per citarne alcuni. Un’idea che gira nei corridoi di Palazzo Cernezzi da tempo e che potrebbe dunque tornare d’attualità. Sarà però necessario governare bene questo risveglio della caserma perché senza un adeguato piano viabilistico dell’area, senza un considerevole numero di parcheggi a servizio del nuovo polo degli uffici e senza un ridisegno del trasporto pubblico, si potrebbe rischiare di creare un imbuto in piazzale Monte Santo – dove si trova la caserma – per l’inevitabile aumento dei flussi di traffico. Temi che sono sulla scrivania dell’assessore Vincenzo Bella (Mobilità e trasporti e edilizia pubblica) e che andranno incrociati con un ripensamento del quartiere. Una zona di Como ormai non molto frequentata dove le attività commerciali sono ormai ridotte al lumicino. Un’area che sembra abbandonata, da dove non arrivano segnalazioni legate alla sicurezza ma piuttosto al degrado. Una realtà purtroppo comune anche ad altre parti della città. E così, dopo un primo incontro e scambio di idee sul progetto tra Comune e Demanio, ormai diversi mesi fa, adesso si dovrebbe passare alla fase di discussione vera e propria, propedeutica all’avvio di un pianificazione per il futuro. La stessa Agenzia, sollecitata nei giorni scorsi aveva confermato come la situazione fosse ferma e in attesa di un nuovo input da parte del Comune. Intanto l’idea sognante di una cittadella in caserma stuzzica anche la fantasia del presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca. «Pronti a sederci a un tavolo per discuterne se chi tira le fila vorrà chiedere un nostro intervento. Potrebbe essere anche per Villa Saporiti un’operazione da studiare nel dettaglio», dice il presidente Bongiasca. Va detto che la Provincia di Como da tempo sta cercando di vendere, per fare cassa, gli immobili di proprietà. Da villa Porro Lambertenghi a Cassina Rizzardi, agli uffici lasciati liberi dal Provveditorato in via Volta. «Sarebbe molto utile, in prospettiva futura, effettuare un conto accurato delle spese che gravano su Villa Saporiti. Si tratta di un rapporto costi e benefici, non di prestigio della sede e se un trasloco dovesse essere conveniente, in tempi così magri, andrebbe sicuramente valutata l’ipotesi di un trasloco nella nuova cittadella purchè ben servita e con parcheggi».

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