Il tampone diventa un incubo: cittadini in coda per ore

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«È una indecenza. Avevo appuntamento alle 13 per un tampone, sono incinta, avevo in macchina il marito con sintomi e febbre, una figlia minore a casa ad aspettarci ma ho dovuto attendere due ore». Una mamma di Oltrona San Mamette, di cui omettiamo il nome a tutela della privacy, era una delle centinaia di persone che ieri si sono incolonnate dentro e fuori il vecchio ospedale Sant’Anna con il miraggio di poter arrivare ad avere un tampone che possa provare o meno la positività al Covid 19.
«Tutto è iniziato quanto mi hanno chiamato da scuola perché mia figlia aveva sintomi e mal di testa – ha commentato – Il tampone aveva poi confermato il Covid-19. Poche ore prima dell’esito anche io e mio marito avevamo iniziato ad avere sintomi, mio marito anche con febbre. Per oggi avevamo l’appuntamento alle 13 ma era tutto bloccato. Abbiamo impiegato due ore». La coda, ieri mattina, è arrivata infatti fino alla via Pasquale Paoli.
Un lunghissimo serpentone di auto incolonnate per arrivare in via Napoleona, uno dei tre punti organizzati dall’Asst Lariana (gli altri sono a Cantù e a Menaggio) con modalità drive-through per cui è necessario recarsi in auto. In questa sede vengono eseguiti, per conto dell’Ats Insubria, i tamponi richiesti dai medici di medicina generale e dai pediatri (tamponi su prenotazione con indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dove l’utente deve presentarsi). Già nei giorni scorsi era evidente l’incremento degli utenti. Presenti ieri anche gli agenti della polizia locale per gestire la viabilità. Nei tre punti tampone, vengono eseguiti anche gli esami per l’attività di testing scolastico. In questo caso l’accesso è senza prenotazione (da lunedì a sabato dalle 9 alle 13) ma è necessario avere l’autodichiarazione predisposta dalla Regione e il form on-line sempre di Ats. Ieri ad esempio sono stati 550 i tamponi eseguiti in via Napoleona; di questi più della metà – per un totale di 290 – erano legati alla scuola; il resto, che avviene però su prenotazione e in fascia oraria differente, erano richieste dei medici di medicina generale.

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