Il Ticino non crede al muro di Bignasca

La polemica – Gli opinionisti svizzeri liquidano come trovata elettorale la provocazione di un bastione da erigere a Chiasso
Dure reazioni dei parlamentari comaschi: «Occasione persa per tacere»
Gli opinionisti d’oltreconfine liquidano come una boutade elettorale (il 10 aprile si vota per il rinnovo del Parlamento e del governo cantonale) la provocazione del leader della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca, che ha proposto di erigere un muro tra Chiasso e Como in funzione anti-immigrati. Dura la reazione dei parlamentari comaschi di tutte le parti politiche che non esitano a definire l’uscita di Bignasca «un’occasione persa per tacere».
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