Il timore: torna la “droga dei poveri”

I segnali che giungono dal mercato
La chiave della questione sta nelle ultime parole del comunicato stampa dei carabinieri in merito all’operazione di ieri a Veniano: «La indagini – si legge – adesso sono rivolte a capire se il sequestro dell’eroina rappresenti un episodio isolato oppure una conferma dell’inversione di tendenza della più diffusa e tradizionale richiesta della cocaina sul mercato lariano».
Insomma, dopo anni in cui la polvere bianca sembrava aver ormai cancellato ogni forma di concorrenza, lasciando un po’
di spazio all’hashish e alla marijuana, all’improvviso sembra tornare di grande attualità l’eroina.
La conferma – o quantomeno i dubbi – arrivano direttamente dagli uomini attivi sul campo per combattere le droghe e il loro spaccio. Sono proprio loro che fanno sapere che l’attenzione sta tornando a concentrarsi anche su questo tipo di sostanza stupefacente, e la conferma arriva anche dalla nazionalità dell’arrestato di ieri. Di solito, infatti, la criminalità albanese era dedita al traffico di cocaina, e il sequestro di un simile quantitativo di eroina proprio ad un albanese lascia intendere che qualcosa stia per cambiare o sia già mutato. Tra l’altro, una volta l’eroina era considerata la “droga dei poveri”, con l’enorme deterrente dell’ago da utilizzare per iniettare in vena la sostanza. Oggi, invece, l’eroina diffusa è quella da fumare o da inalare, e questa svolta ha abbattuto molte inibizioni: «Il mercato lo fanno i consumatori, gli spacciatori poi si adeguano», fanno sapere dal nucleo investigativo. E il timore è appunto che l’eroina, droga assai pericolosa, possa piano piano riguadagnare fette di mercato e consensi tra i tossicodipendenti. Paura che il sequestro di Veniano e altri input che giungono dal territorio sembrano purtroppo confermare.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La “brown sugar”, il tipo di eroina sequestrata in occasione del blitz di Veniano

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