Il traffico limitato disincentiva il turismo

Personalmente lavoro per una ditta di Reggio Emilia con forte vocazione all’export e da diversi anni ho scelto Como per esporre alla fiera di Rho (Hotel Palace e Hotel Barchetta, dove in entrambi ho soggiornato diverse volte) per i miei colleghi e i nostri clienti. Ritengo la città paesaggisticamente e culturalmente attiva, interessante e hub ideale per soggiornare in alternativa a Milano. Nell’ultima visita, purtroppo, a metà dello scorso marzo, ho avuto la disavventura di incappare nel sistema delle telecamere, che mi è parso uno dei veri sistemi disincentivanti per respingere i turisti; con molta amarezza ho constatato il più completo disinteresse da parte delle autorità preposte, in quanto parlandone più che tranquillamente con la polizia municipale, essa  si è manifestata inflessibile nell’applicare le sanzioni. Tutto ciò sicuramente disincentiva il “venire a Como”, specialmente in centro storico e fa propendere per la scelta di andare nella periferia della città o magari a Milano, dove forse può trovare una delle risposte e possibili soluzioni a questo problema. Un problema che, a mio parere, richiede un piccolo impegno da parte di chi la città la amministra, sindaco, polizia municipale e uffici preposti.Leggo con vivo interesse e anche un certo stupore il vostro articolo di mercoledì 14 maggio, a pagina 5, dove il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi, lamenta che a Como le attività del centro soffrono.

Nicola Croci

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