Il vademecum contro gli inganni: «Diffidate di chi chiede soldi»

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Ieri pomeriggio un convegno in Biblioteca a Como

«Saper riconoscere il truffatore è l’unico modo per smascherarlo ed evitare il raggiro». Prevenzione protagonista ieri con il progetto Occhio alla truffa, un’iniziativa ideata per contrastare un reato in costante aumento. Secondo gli ultimi dati resi noti da Palazzo Cernezzi, nel capoluogo in un anno sono state presentate circa 160 denunce. Le vittime sono soprattutto anziani e persone deboli ma, avvertono gli esperti, nessuno può ritenersi immune.
Il progetto è stato realizzato dall’Associazione

Nazionale Carabinieri e dall’associazione consumatori Codici, con il sostegno del Comune di Como e di Enerxenia, società del gruppo Acsm-Agam.
Ieri pomeriggio, in Biblioteca, è stato distribuito un opuscolo informativo e spiegato come individuare un truffatore. L’assessore alla Sicurezza di Como, Marcello Iantorno, ha sottolineato l’importanza della prevenzione: «Contatteremo tutte le famiglie – ha detto – spiegando come comportarsi per evitare raggiri e truffe».
«Al di là dagli abiti con i quali si presenta – ha spiegato Vincenzo Panza, referenze della sezione di Brugherio (Monza-Brianza), dell’Associazione Nazionale Carabinieri – il truffatore ha alcune caratteristiche peculiari. Innanzitutto è molto gentile e affabile, è ben vestito, è cortese e ha una buona parlantina. È però anche molto insistente e trasmette un senso di urgenza».
«Il truffatore riesce a sviluppare subito empatia con la vittima – ha precisato Elisabetta Galbiati, psicologa e psicoterapeuta – Cerca subito di interagire in modo dinamico con la persona che vuole raggirare, riesce a ottenerne la fiducia, cerca di entrare nel suo mondo, nel suo ambiente familiare».
Nell’elenco dei potenziali truffatori compaiono finti fattorini, tecnici del gas o di società di servizi, falsi carabinieri o falsi vigili. C’è poi la categoria dei falsi amici di famiglia, dei falsi collaboratori del parroco o di un’altra figura di riferimento.
«In tutti i casi la modalità di azione è analoga – ha ricordato Panza – La vittima viene distratta con un espediente e scatta poi il raggiro. Diffidate di chi chieda di vedere una bolletta oppure di controllare i soldi per accertare che non siano falsi».
«Ricordate che nessuna azienda seria invia una persona a domicilio per controllare la bolletta o per effettuare interventi non comunicati formalmente», ha aggiunto il vice- presidente di Acsm-Agam Umberto D’Alessandro.
All’iniziativa è intervenuto il comandante della compagnia dei carabinieri di Como, maggiore Federico Ninni, oltre ai vertici dell’Associazione Nazionale Carabinieri lariana.
I militari dell’Arma hanno ricordato 4 casi recenti di truffe eclatanti avvenute sul territorio lariano – un falso carabiniere che ha ingannato un benzinaio, un falso avvocato che chiedeva soldi a ignari genitori spacciandosi per il figlio, una donna che commuoveva le vittime parlando di una bimba morta e un inganno clamoroso realizzato con un mobiletto con finti cassetti – culminate nella identificazione dei malviventi. «Denunciate sempre – è stato l’appello delle forze dell’ordine – e in tutti i casi sospetti chiamate il 112. Meglio una telefonata che si rivela inutile piuttosto che una chiamata in meno e una truffa riuscita. In qualsiasi situazione anomala, contattate il numero unico dell’emergenza e urgenza».

Anna Campaniello

Nella foto:
Una delle ultime, clamorose truffe messe in atto a Como: quella con il cassettone

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