Cronaca

Il valzer senza fine delle buche e dei rappezzi. L’ultima nevicata ha riaperto vecchie ferite

altLe voragini in via Rienza arrivano a sette centimetri di profondità

Maltempo e rattoppi. Da settimane in città è in corso il valzer delle buche. A ogni precipitazione, pioggia o neve che sia, segue – dove possibile – l’intervento degli operai del Comune, che mettono una pezza sulle situazioni più pericolose. Il problema però è che i rappezzi durano solo pochi giorni e alla prima pioggia si torna al punto di

partenza. Motociclisti e automobilisti non fanno in tempo a tirare un sospiro di sollievo che è già ora di ricominciare lo slalom.
Un esempio concreto: martedì scorso gli operai hanno coperto le voragini di via Oltrecolle, ma sabato, nei pressi del cimitero di Lora, la strada era di nuovo un groviera.
Dopo l’ultima nevicata un nuovo viaggio sulle principali arterie del capoluogo ha permesso di fare la conta dei danni, tra buche vecchie, nuove e “riaffiorate”.
Ieri mattina in via Canturina, verso Albate, era in azione personale specializzato per chiudere le situazioni “più gravi” con l’asfalto a caldo, intervento questo che – a detta dei tecnici – garantisce maggiore resa rispetto al conglomerato che solitamente viene usato nei mesi freddi. «L’operazione – hanno sottolineato gli stessi tecnici – si è potuta effettuare viste le favorevoli condizioni climatiche». Situazione opposta per via Bellinzona, a Monte Olimpino, dove, invece, gli uomini incaricati dal Comune, hanno lavorato di nuovo con l’asfalto invernale. «In questo caso – hanno spiegato gli stessi operai – non si poteva fare altrimenti visto che il manto stradale era umido e freddo e i marciapiedi laterali erano ancora ricoperti di neve».
Insomma, da una parte all’altra della città due modalità diverse di lavoro. Se porteranno allo stesso risultato si potrà scoprire già oggi. Gli esperti meteo prevedono, infatti, altra pioggia in arrivo.
In un quadro non certo roseo le strade della convalle e dei quartieri periferici con le ultime precipitazioni hanno ricevuto il colpo di grazia. Alle voragini note – come detto – se ne sono aggiunte altre.
Lo si osserva scendendo lungo via Muggiò dove si può incappare in aperture piccole, ma profonde. Uno dei tratti più martoriati è in via Oltrecolle, all’altezza dell’incrocio con via Muggiò, dove si incontrano buche lunghe oltre un metro e mezzo, a ridosso del semaforo, che continuano a peggiorare.
In via Rienza, nei primi metri in direzione Camnago Volta, righello alla mano si arriva a 7 centimetri di profondità. La via Madruzza fino a Largo Silo è costellata di crateri di diverse dimensioni così come via Carso; vita dura per chi viaggia su due come su quattro ruote. I più, ormai consapevoli della situazione, proseguono a velocità ridotta, ma non è difficile vedere mezzi costretti a brusche frenate per evitare danni ai veicoli. Finire in una buca può costare caro: la gomma si taglia, le sospensioni saltano, i fari si rompono e il conto può arrivare a 500 euro. È sufficiente percorrere via Bixio per accorgersi di quanti automobilisti hanno dovuto già mettere mano al portafogli. Passando, si scorgono infatti numerosi copricerchi persi durante il safari e abbandonati a lato della carreggiata.

Michela Vitale

Nella foto:
Un copricerchio a fianco della carreggiata. Con le tante buche sulle strade lariane è una scena che si ripete spesso
20 marzo 2013

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