Il vecchio ospedale è un cantiere. Ma sembra abbandonato

Il reportage – Un anno dopo il trasloco resta nel limbo la cittadella sanitaria e manca ancora la firma che dovrebbe sancire l’ingresso dell’Asl nell’accordo di programma
Nel monoblocco prevale la sensazione di vuoto. Presto sarà chiuso il padiglione G.B. Grassi
Il via vai incessante al poliambulatorio, la fila alla cassa, i pazienti fermi davanti ai pannelli informativi, l’immancabile cartello «fuori servizio» su uno degli ascensori.
Un anno dopo il trasloco dal vecchio Sant’Anna, il cortile e l’atrio di via Napoleona sembrano rimasti gli stessi, almeno dalle 7 alle 15 dei giorni feriali, gli orari in cui si concentrano le attività dei servizi rimasti nella struttura.

È sufficiente imboccare gli scaloni del monoblocco, però, per essere travolti da una sensazione di abbandono e di vuoto. In realtà, ben 5 degli 8 livelli dell’edificio principale sono tuttora occupati da ambulatori e sale visita. Ma questo non è sufficiente a cancellare l’idea di una struttura in cui il tempo si è fermato.
Le pareti sporche e scrostate, le porte che cigolano, i segni dei telefoni rimossi dalle pareti, i corridoi deserti, gli avvisi corretti con il pennarello per indicare cambiamenti di orari e sede dei servizi, le sedie rotte, le finestre chiuse, l’erba alta nelle aiuole. Un elenco che potrebbe continuare.
La sensazione cambia soltanto laddove si concentra il maggior numero di pazienti. Al sesto piano, nell’affollata sala d’attesa per il servizio di pre-ricovero. O nell’atrio di Radiologia, accanto agli ascensori. Senza dimenticare il poliambulatorio e il centro prelievi, affollati come e forse più che in passato.
Al piano terra del monoblocco, negli spazi che fino a un anno fa accoglievano i pazienti della Rianimazione, gli operai sono al lavoro per mettere a punto gli ultimi dettagli del cantiere della Dialisi. Salvo difficoltà dell’ultimo minuto, domenica sarà smantellato definitivamente l’attuale reparto nel padiglione G.B. Grassi e tutte le attività si trasferiranno nella nuova struttura.
Il trasloco della Dialisi sarà l’ultimo, importante spostamento delle attività dell’azienda ospedaliera Sant’Anna. Dalla prossima settimana, l’assetto del monoblocco – con i 3 piani vuoti e i segni del tempo e dell’abbandono – sarà sostanzialmente definitivo. Almeno, fino al momento in cui si concretizzerà il progetto della cittadella sanitaria. Perché il comparto torni davvero a vivere, infatti, l’unica possibilità è che sia attuato l’annunciato trasferimento in via Napoleona di ambulatori e uffici dell’azienda sanitaria.
Un anno dopo il trasloco del Sant’Anna, però, non c’è ancora neppure la firma che dovrebbe sancire ufficialmente l’ingresso dell’Asl nell’accordo di programma per la nascita della cittadella sanitaria. Allo stesso modo, è ancora fermo al palo il piano di alienazione degli edifici e degli spazi destinati (in teoria almeno) a diventare uffici, appartamenti di lusso e negozi. Nei mesi scorsi, i primi bandi per la vendita ai privati di alcuni dei padiglioni dell’ex ospedale non hanno avuto l’esito auspicato.
Nei prossimi mesi, l’azienda ospedaliera dovrebbe rimettere nuovamente sul mercato i gioielli di famiglia, sperando in un maggiore interesse dei privati. In gioco c’è il destino di un comparto che aspira a diventare un nuovo quartiere della città, ma non riesce a scrollarsi di dosso l’etichetta di «ex ospedale».

Anna Campaniello

Nella foto:
Nei corridoi del Sant’Anna anche una vecchia sedia a rotelle abbandonata

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