Il vecchio Sant’Anna è rinato. Ogni giorno conta 500 pazienti

Scongiurato il rischio di un nuovo edificio abbandonato
Cinque piani completamente occupati, circa 120 operatori presenti quotidianamente per una media di 500 pazienti al giorno, quasi 200mila nell’intero 2011. La seconda vita del vecchio Sant’Anna è ufficialmente iniziata. L’ormai ex ospedale, oggi poliambulatorio di via Napoleona, garantisce ai cittadini comaschi l’assistenza di primo livello, con un numero di accessi che nell’ultimo periodo ha eguagliato quelli della nuova struttura di San Fermo della Battaglia. Tutte le attività sanitarie sono
concentrate nel monoblocco, ad eccezione del centro prelievi, con annessa cassa e centro unico di prenotazioni, che sono rimasti nel poliambulatorio che si affaccia sulla Napoleona. Definitivamente chiuse tutte le altre palazzine sparse nel vasto complesso di via Napoleona, dal G.B. Grassi agli edifici verso San Carpoforo.
Per dare fin dal primo istante l’idea di una struttura “viva”, funzionale e al servizio dei pazienti è stata rinnovata completamente la hall dell’edificio simbolo del vecchio Sant’Anna.
L’ingresso è stato ristrutturato ed è stata rivista l’organizzazione degli spazi, con un nuovo banco informazioni che tra poche settimane diventerà anche il punto di consegna dei referti. Completamente rivista anche la segnaletica.
«Tutti i lavori sono stati fatti dal personale dell’ufficio tecnico – sottolinea Salvatore Interlicchia, architetto, responsabile della riorganizzazione degli spazi di via Napoleona – all’insegna del risparmio. Abbiamo riutilizzato tutti i vecchi arredi, ovviamente purché fossero in buone condizioni e per la segnaletica abbiamo sfruttato i pannelli e i componenti avanzati nel nuovo Sant’Anna. Nelle prossime settimane, rifaremo le porte d’ingresso del monoblocco, poi apriremo il nuovo punto informazioni e ritiro referti».
«Nel 2009 ci eravamo prefissati di avere un numero di pazienti equamente suddiviso tra il nuovo Sant’Anna e il vecchio presidio, dove abbiamo deciso di mantenere i servizi di base – spiega il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Salvatore Gioia – L’obiettivo è stato raggiunto. In via Napoleona, a fronte come detto di 180mila pazienti nell’anno appena concluso, sono state erogate circa 630mila prestazioni, dagli esami del sangue alle visite specialistiche passando per il pre-ricovero e gli esami diagnostici».
Oltre al livello terra, sono stati occupati i piani dal quarto al settimo. Il futuro dei restanti livelli potrà essere definito ufficialmente solo nel momento in cui l’Asl firmerà l’accordo di programma per la cittadella sanitaria. «Solo quando sarà formalizzata la decisione di destinare tutto il monoblocco all’azienda ospedaliera Sant’Anna potremo definire la destinazione dei piani attualmente vuoti – conferma Gioia – Naturalmente abbiamo già fatto alcune ipotesi di lavoro. In particolare, pensiamo di portare in via Napoleona la medicina toracica abbinata alla cardiologia e di ricollocare nel monoblocco il centro trasfusionale. Per quanto riguarda la libera professione, attualmente suddivisa tra vecchio e nuovo Sant’Anna, stiamo ancora valutando se possa essere o meno un beneficio per i pazienti concentrare tutto nell’ex ospedale».
Entro aprile, sarà avviato il cantiere da 5 milioni di euro per la messa a norma di tutti gli impianti del monoblocco, la realizzazione di scale antincendio e l’abbattimento dei prefabbricati antistanti il vecchio pronto soccorso.
«I lavori dureranno un anno – precisa Interlicchia – e non andranno ad interferire con l’attività sanitaria. Buona parte degli interventi riguarderanno gli esterni. Per quanto riguarda i lavori all’interno della struttura, abbiamo pensato a un piano “jolly” nel quale sposteremo temporaneamente le attività dei settori che saranno via via occupati dagli operai. In questo modo le attività non subiranno alcuna interruzione». Tra gli interventi previsti a breve nel blocco figura anche l’installazione di moderni sistemi di gestione della chiamata dei pazienti in attesa di una visita o di un esame diagnostico. «Andremo ad attivare in via Napoleona i moderni sistemi in funzione nel nuovo Sant’Anna – conferma Gioia – Si tratta di una miglioria importante che richiede un investimento significativo. Credo che i lavori saranno programmati il prossimo anno, al termine del cantiere per il rifacimento degli impianti».
L’elevato numero di attività e pazienti ha di fatto scongiurato il temuto rischio di trovarsi a fare i conti con una nuova area abbandonata. «L’ospedale è vivo e l’area è frequentata dal lunedì al sabato – sottolinea il responsabile del servizio di vigilanza dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Alberto Quadrio – Non abbiamo mai registrato problemi di sicurezza. L’area è presidiata per l’intera giornata da una guardia, mentre nelle ore notturne sono presenti un paio di agenti in movimento. Gli edifici non più utilizzati sono stati tutti blindati e in tutti i casi è stata bloccata l’erogazione di acqua, energia elettrica e ovviamente riscaldamento».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il monoblocco dell’ex ospedale Sant’Anna ora è completamente occupato dai poliambulatori (Mv)

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