Cronaca

Il vescovo: «Quella palizzata è davvero deprimente»

 

alt Le dichiarazioni di monsignor Diego Coletti
«Bisogna chiedere con forza che i problemi siano risolti ma le soluzioni sono difficili»

Le paratie sono «deprimenti». Le parole del vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, danno forma e sostanza al pensiero di molti lariani.
Come dargli torto? Una passeggiata tra Lungolario Trento e Trieste non è decisamente un’esperienza euforizzante.
Muro, palizzate, macchinari, terreni che cedono, incertezza sul futuro. Così il presule è stato chiaro. «La sensazione di una città blindata, che viene da queste pareti di legno, è un po’ deprimente», ha detto ai microfoni di Etv

in occasione di uno speciale organizzato per le festività, in programma Lunedì dell’Angelo alle 19.30, 21, 22.30 e 00.30.
Lo spunto sono state le recenti riflessioni di Papa Francesco circa i temi ambientali e la «coscienza ecologica», come l’ha definita Coletti, del Pontefice. «Quella del Papa – spiega monsignor Coletti – è un’attenzione a un mondo che stiamo trattando in maniera aggressiva e spensierata e che invece meriterebbe di essere vissuto come “Fratello Sole, Sorella Luna, Fratello foco e Sorella acqua”».
Francescanamente, appunto. Inevitabile, quindi, uno sguardo ai temi ambientali comaschi. Ticosa e paratie. «Dobbiamo ragionare nella luce della speranza che proprio la Pasqua ci offre – dice ancora il vescovo di Como – Como oggi ha enormi possibilità di mostrare nei fatti il cambiamento. E visto che ci sono problemi tanto pesanti, io credo servano anche scelte coraggiose e un guizzo di fantasia».
Insomma, dice il vescovo, «basta lamentele e recriminazioni ma servono solidarietà e assunzione di responsabilità comuni».
Il lungolago è a due passi dalla Curia ma, spiega Coletti, «non ho molto tempo per fare passeggiate, mi scusino i comaschi. Però quando transito in automobile – sottolinea – la sensazione di una città blindata da queste pareti di legno è davvero un po’ deprimente».
Difficile che arrivino soluzioni nell’immediato. Anche se pochi giorni fa sono iniziate le ultime analisi nel sottosuolo e, intorno alla metà di aprile, la fisionomia del nuovo progetto per il sistema antiesondazione potrebbe essere resa pubblica.
Il sindaco di Como, Mario Lucini, ha anche spiegato che il faldone relativo al lungolago è finalmente arrivato sulla scrivania del neoeletto presidente lombardo, Roberto Maroni. «Mi è stato spiegato che la cosa non è così semplice come può apparire ai profani», dice il vescovo.
«Bisogna richiedere con forza che i problemi vengano risolti – evidenzia il presule – ma anche renderci conto della complessità, della fatica che ci vuole per arrivare a una soluzione». Quindi una riflessione rivolta alla comunità. «Per quanto sta a ciascun cittadino è necessario fare la propria parte per uscirne. Sottolineo con forza – conclude il vescovo – e mi ostino a considerare questi nodi, queste ferite del territorio comasco, come un’ottima occasione per far vedere quanto siamo capaci di risolvere problemi complessi».

D. Cant.

Nella foto:
Le palizzate che nascondono il lago sono state giudicate dal vescovo «deprimenti»
30 marzo 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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