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Il vescovo: «Una croce dove è stato ucciso don Roberto»

Una croce nel punto esatto dove don Roberto è stato ucciso e intitolare al sacerdote l’area immediatamente davanti alla chiesa di San Rocco. È la proposta che arriva direttamente dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, al sindaco della città, Mario Landriscina.L’altra sera in consiglio comunale il primo cittadino ha reso noto la lettera che gli è stata inviata dalla guida spirituale della Diocesi.«Don Roberto si vergognerebbe di una via a lui dedicata, tanto era schivo e lontano dalla ricerca di riconoscimenti pubblici – si legge nella missiva giunta a Palazzo Cernezzi – Ritengo più opportuno che senza cambiare la toponomastica del punto in cui è stato ucciso, cioè in piazzale San Rocco, si possa dedicare a don Roberto solamente l’ultima parte della piazza stessa, immediatamente prospiciente alla chiesa di San Rocco intitolandola come “largo don Roberto Malgesini”».Il sacrificio del prete originario della Valtellina, ucciso la mattina dello scorso 15 settembre, è stato tra l’altro a più riprese ricordato da Papa Francesco, che a Roma ha incontrato i suoi congiunti lo scorso 14 ottobre, e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Proprio negli scorsi giorni a Sondrio ai familiari è stata consegnata la Medaglia d’Oro al merito civile. Un riconoscimento voluto dal capo dello Stato. La cerimonia si è svolta al palazzo del Governo di Sondrio, alla presenza del locale prefetto, Salvatore Rosario Pasquariello, e di quello di Como, Andrea Polichetti.Tornando alla lettera inviata al sindaco di Como da monsignor Cantoni, si afferma infine che «sarebbe auspicabile ottenere le autorizzazioni per poter realizzare una croce fissa proprio nel luogo esatto dove don Roberto ha sacrificato la sua vita. Sarebbe un punto significativo per permettere la sosta di persone che volessero fare memoria del sacerdote».La proposta è stata accolta da Mario Landriscina e ha ottenuto anche l’appoggio dei capigruppo di tutti gli schieramenti politici presenti in consiglio comunale.Lo stesso vescovo Cantoni negli scorsi giorni ha fatto visita al dormitorio di San Rocco, una delle due strutture del progetto “Emergenza freddo” della rete Vicini di strada di cui la Caritas diocesana è partner.«È stata una visita informale, affettuosa e molto gradita – ha detto il direttore della Caritas comasca Roberto Bernasconi – Gli ospiti, l’operatore e i volontari hanno accolto il vescovo Oscar come un papà di famiglia che incontra i suoi figli e con grande affetto li saluta, li ascolta e li incoraggia a vivere e proseguire questo significativo cammino di accoglienza e di vicinanza nella nostra città».

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