Il viceministro dell’Interno Matteo Mauri a Como. Incontro con i sindaci e il mondo economico e sociale

Il viceministro Mauri ad Alzate Brianza

Sicurezza, difesa del territorio dalle infiltrazioni criminali, a partire dalla ’ndrangheta che nel Comasco ha trovato un ambiente ricco e dunque molto fertile e una “nuova” emergenza droga alle porte.
Sono alcuni dei temi forti di cui si è discusso questa mattina ad Alzate Brianza dove, nella sede del comando della polizia locale, che ieri festeggiava il patrono San Sebastiano, è arrivato in visita il viceministro dell’Interno Matteo Mauri. «Il governo presta la massima attenzione al tema droga perché si teme una nuova emergenza. Si riscontra infatti un consumo in salita e un’età di utilizzo in preoccupante discesa con la comparsa già nelle scuole medie. Un fatto che angoscia e fa riflettere. Si deve lavorate a tutti i livelli e i comuni in tale ambito sono decisivi», dice il viceministro, che sottolinea come spesso sia più utile «una festa di paese rispetto a un ulteriore presidio di polizia». Importante anche sottolineare come in certi territori, a partire da quello comasco, lo spaccio si sia spostato in ambiti differenti e ancor più complicati come «nei boschi e nei parchi e la cronaca più volte, anche in provincia di Como, ha evidenziato come lo spaccio, sempre più spesso, abbia lasciato le classiche piazze per utilizzare luoghi differenti come questi. Diventa molto più complessa l’opera delle forze dell’ordine». Ad ascoltare il rappresentante del Governo gli amministratori del territorio, il prefetto di Como Ignazio Coccia e il questore Giuseppe De Angelis (che in tarda mattinata hanno poi nuovamente incontrato il viceministro in Prefettura), il vicepresidente della Provincia di Como Federico Bassani e il consigliere regionale Pd, Angelo Orsenigo. Con loro anche i rappresentanti di varie associazioni ed esponenti del mondo economico come il presidente della Bcc Brianza e Laghi, Giovanni Pontiggia. Inevitabile poi non ragionare sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio lariano. «Questa è un’area crocevia per la criminalità perchè è appetibile in quanto molto ricca. Ecco allora che il ricorso a intimidazioni, attentati o altro è lentamente scomparso per mettere in campo strategie differenti volte a intercettare i grandi capitali – spiega il viceministro – Il Governo è sempre al lavoro e le risposte devono essere quelle di indagine e ordine pubblico insieme a una maggiore consapevolezza da parte di tutti che il fenomeno esiste ed è molto ben radicato al Nord. Attenzione a ogni livello a partire dal mondo imprenditoriale, dove magari chi ha bisogno di risorse si fida di individui che si presentano in giacca e cravatta ma sono esponenti della criminalità organizzata». Un ragionamento a 360 gradi che non dimentica il fatto che l’opera delle forze dell’ordine in provincia di Como sia stata lusinghiera tanto da rendere «il territorio sicuro. I dati parlano du una diminuzione della delittuosità del 20%, con le rapine in calo del 40% e i furti del 30%. Segnale che si sta lavorando bene», spiega Mauri. In tale ottica è poi stato rimarcato il ruolo decisivo che svolge e dovrà sempre più mettere in campo anche la polizia locale. «Fattore di cui siamo consapevoli. Sappiamo il bisogno anche per loro di sbloccare fondi e risorse e ci stiamo lavorando con impegno. Sicuramente l’unione tra i vari corpi di polizia, di cui qui si ha un esempio, così come le unioni e le fusioni di comuni sono una strada da seguire, perchè unendo gli sforzi si riesce a governare e controllare meglio il territorio», conclude il viceministro.
Ruolo chiave della polizia locale che è stato rimarcato anche dal prefetto Ignazio Coccia e dal questore di Como, che hanno ribadito l’importanza della sicurezza, essendo il Comasco anche un territorio di frontiera.

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