Il viceministro Mauri a Campione d’Italia. Subito lo stop allo spazio doganale europeo. Ma sul Casinò non ci saranno «miracoli»

Il presidio dei cittadini a Campione d'Italia

Soluzione immediata per il problema dello spazio doganale europeo. E discussione aperta sul destino della casa da gioco. «Senza alcuna promessa».

Il viceministro dell’Interno, Matteo Mauri, ha dato oggi soltanto in parte le risposte attese dalla popolazione di Campione d’Italia. Non si è sbilanciato sul futuro del casinò, anche perché ogni possibile via d’uscita passa inevitabilmente da un confronto con gli alleati di governo. Mentre è stato molto più netto sulla possibilità di rinviare (o eliminare del tutto) l’ingresso dell’enclave nello spazio doganale Ue.

Da destra in primo piano: Chiara Braga, Matteo Mauri e Angelo Orsenigo

Accompagnato dalla deputata Chiara Braga e dal consigliere regionale Angelo Orsenigo, l’esponente del governo è arrivato a Campione nel primo pomeriggio accolto da un gruppo di cittadini che si erano riuniti nella piazza antistante il municipio.

Mauri ha incontrato prima il commissario prefettizio Giorgio Zanzi, quindi subito dopo una rappresentanza dei lavoratori del Comune e del Casinò.

Uno scorcio di Campione d’Italia

«Mi è sembrato utile e importante dare un segnale di sostegno e attenzione alla comunità campionese sapendo che non stiamo promettendo miracoli – ha detto il viceministro – Con i delegati del Canton Ticino abbiamo parlato anche dei debiti pendenti, ma mi sembra che non ci siano grandi ostacoli e verrà tutto risolto. Me ne vado fiducioso per le forze, le intelligenze e la disponibilità che ho trovato, ma anche preoccupato perché quando hai un debito di 170 milioni di euro, su cui qualcuno avrà evidentemente delle responsabilità, non ci si può non preoccupare per i lavoratori e i cittadini che vivono una situazione obiettivamente complicata. Come ministero e come governo ci impegneremo fin da subito, i tempi non sono in grado di dirli».

Dalla crisi esplosa nel luglio 2018 è stata la prima volta che un esponente del governo si è affacciato a Campione. Perché accadesse è servito anche il cambio di maggioranza.

In effetti, sin qui il Partito Democratico, di cui Mauri, Braga e Orsenigo fanno parte, è stato tra i pochi a esporsi sulla vicenda. Proprio Orsenigo partecipò, unico tra gli eletti al Pirellone, al funerale simbolico dell’enclave celebrato a un anno dal fallimento della casa da gioco.

«Servono provvedimenti d’urgenza per gli ammortizzatori sociali che presto finiranno – hanno detto ieri al termine dell’incontro i sindacalisti Cisl presenti al tavolo, Nunzio Praticò e Leonardo Palmisano – l’arrivo del viceministro è stato importante ma non vogliamo che sia una passerella. Il Comune di Campione non può pagare nemmeno i 17 dipendenti che restano, su questo chiediamo risposte precise e concrete».

«Il tempo non è più dalla nostra parte, a questo punto servono interventi immediati – ha detto dal canto suo Vincenzo Falanga, segretario Uil funzione pubblica di Como – Va da sé che il rilancio e una prospettiva nuova per una comunità e un territorio abbandonati da tempo passano attraverso la rapida riapertura del casinò».

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