«Il virus non c’è solo dalle 18 alle 6». Scettico il presidente dei medici Spata

Ospedale Sant’Anna di Como (San Fermo della Battaglia)

«Il virus è sempre in mezzo a noi e non solo dalle 18 alle 6 del mattino». Parole sinceramente allarmate e prive di inutile ironia quelle di Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como e della Lombardia, nel commentare la nuova ordinanza, entrata in vigore ieri e firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha imposto l’utilizzo obbligatorio delle mascherine «all’aperto negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti», dalle 18 alle 6 del mattino. «Onestamente non si capisce bene questa limitazione parziale. Ovviamente si cerca di agire sui luoghi di assembramento dei giovani ma sarebbe utile estendere l’obbligo alle 24 ore. Troppa gente ancora non lo ha capito e in troppe situazioni, non solo dalle 18 alle 6, non vengono seguite le disposizioni di sicurezza», aggiunge Spata.
Come noto, l’ultima ordinanza del ministro della Salute, in attesa di un successivo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, prevede anche che «siano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso». La stessa ordinanza ricorda che non sono ammesse deroghe con provvedimenti regionali come invece era avvenuto fino ad ora, con i governatori che erano andati avanti in ordine sparso. Il tutto sarà in vigore non oltre il 7 settembre 2020.
«Inutile voler criminalizzare una settore come quello delle discoteche. Il problema è un altro, ovvero le troppe situazioni in cui non si seguono le più elementari norme di sicurezza e la tanta gente in giro. Questa mattina sono andato a fare la spesa e ho visto un’enorme quantità di persone non rispettare il distanziamento», spiega Gianluigi Spata. In attesa di riuscire «ad avere il vaccino bisogna continuare a vivere con la massima prudenza. Il virus è tra di noi e anche i dati in arrivo dall’estero confermano come la situazione sia in costante evoluzione. E a tal proposito sarà necessario iniziare il prima possibile la campagna vaccinale contro l’influenza. Invito le persone a pensare con anticipo se farsi vaccinare e ovviamente l’Ats a fare il possibile per mettere a disposizione dei medici di base il vaccino il prima possibile, per consentirci di eseguirlo nel rispetto delle norme di distanziamento. Non possiamo infatti comportarci come nel passato quando si vaccinavano numerose persone ogni giorno».

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