Cronaca

Il vuoto educativo è il miglior brodo di coltura per l’evento delle zucche “sdoganato” a scuola

altIl commento
di Don Agostino Clerici

Ormai la festa di Halloween è come Natale. Arriva puntuale, senza invocarla: sta nel calendario, ma prima ancora nella pubblicità del supermercato.
Tipica ricorrenza consumistica con tutti i vantaggi economici (per chi vende) e tutti i rischi di fregatura (per chi compra).

Insomma, se la mettiamo su questo piano, è quasi inutile parlarne. Inutile entusiasmarsi per chi è a favore, ma inutile anche fare crociate per chi si straccia le vesti e vede la notte delle streghe come il covo della perversione.
Operazioni destinate al fallimento, visto che Halloween è salito di diritto sull’unica macchina che continua a funzionare bene nel nostro tempo (per il resto segnato dalla crisi), quella del divertimento. Ci fosse un briciolo di spessore culturale si potrebbe benissimo impostare – se non una teologia – almeno una brillante filosofia anti-Halloween.
Ma è tempo sprecato, perché – ed è questo per me l’aspetto più fastidioso – la festa della zucca è ormai entrata nelle scuole, e vi è entrata con onore dalla porta principale, accolta benevolmente dal corpo docente, sdoganata con una facilità (direi quasi una leggerezza) di cui non ha goduto nessun’altra manifestazione culturale o religiosa: perché, non dimentichiamocelo, Halloween affonda le sue radici nella religione celtica. Il suo ingresso nella scuola si direbbe quasi un miracolo della laicità? al contrario.
Ma – mi ha spiegato un’insegnante con tono di assoluta serietà – Halloween a scuola c’è solo perché fa parte del programma di inglese, mica è una pagliacciata o un’occasione per inscenare un altro carnevale. Ho detto io: e perché non inserirla anche nei programmi di storia o di religione?
L’insegnante sembrava entusiasta? D’altronde, non mancano nemmeno schiere di genitori che si travestono anche loro? per accompagnare i bambini. Le famiglie che riescono a sottrarre i figli alla notte di “dolcetto o scherzetto” si contano ormai sulle dita di una mano?
Del resto, che cosa c’è di male? Perché dire di no ad un innocuo giretto tra le case per rimpolpare la scorta di dolciumi? Ecco: è il vuoto educativo il vero ed unico terreno di coltura (e di successo) di Halloween.
Se avessi dei figli, me li terrei in casa la sera della vigilia di Ognissanti. Siccome non li ho, me ne sto in casa io, e non accendo né la zucca né un lumino alternativo sul davanzale.
Perché poi? Io, il 1° novembre, festeggio altro, e ho il diritto di credere che sia più salubre e anche meno noioso di Halloween.

Nella foto:
Ancora zucche e decorazioni per Halloween in bella mostra in questi giorni (foto Mattia Vacca)
30 ottobre 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto