Impennata di imprese cinesi sulle rive del Lario
Economia, Territorio

Impennata di imprese cinesi sulle rive del Lario

Che la Cina fosse molto più vicina di quanto si pensasse lo aveva capito Enrico Preziosi, all’epoca presidente del Como, quando nel gennaio del 2002 portò in prova a Orsenigo il terzino sinistro della Nazionale cinese Wu Chengying.
L’imprenditore la definì «una operazione di marketing e allo stesso tempo tecnica», visto che il giocatore (che fu ben presto congedato) era uno dei più noti e pagati del suo Paese. All’epoca sembrò una mossa bizzarra ma – a distanza di anni – va dato atto all’ex presidente del Como di averci visto giusto.
È un dato di fatto – a distanza di 15 anni da quella presentazione – la crescita del numero di imprenditori cinesi che vivono e lavorano in Lombardia e nel Comasco.
Lo accertano le ultime statistiche, diffuse dalla Camera di Commercio di Milano in occasione del Capodanno cinese: domani, sabato 28 gennaio, inizia infatti l’anno del Gallo.
Evento che sarà tra l’altro celebrato con una grande festa al Casinò di Campione d’Italia, sempre più attento ai suoi clienti che arrivano da Paesi in crescita, come la stessa Cina e la Russia.
Per tornare al mondo del calcio, un segno tangibile di questa presenza è ad Appiano Gentile dove lo storico centro sportivo di allenamento dell’Inter non si chiama più “Angelo Moratti”, ma è stato ribattezzato “Suning Training Center”.
Secondo i dati, a fine 2016 erano quasi 9.700 le imprese individuali con titolare cinese attive in Lombardia (49mila in Italia) con la crescita del 4,5% in un anno. Prima è Milano con 5.272 imprese individuali, il 54,4% regionale e 10,9% italiano.
Ciò che colpisce dei numeri che riguardano il territorio Como è la crescita: nel 2015 le aziende cinesi erano 210, nel 2016 237. Un incremento del 12,9%. Il secondo nella nostra regione dopo quello di Lodi (+14,1%). Al terzo posto si trova la confinante provincia di Lecco con il +11,8%.
Il peso – sempre in percentuale – della presenza a Como, rispetto alla regione, è del 2,4%.
Le imprese individuali cinesi attive in Lombardia sono concentrate principalmente in tre settori: il commercio (tra ingrosso e dettaglio 2.616 imprese), i servizi di alloggio e ristorazione (2.462) che superano le attività manifatturiere (2.439). Ristoranti e bar cinesi si concentrano a Milano, che da sola conta oltre il 54% delle attività del settore in regione (1.338 piccole imprese su 2.462).
Como, rispetto alle altre province, si distingue: si tratta infatti dell’unica realtà della Lombardia in cui, sempre a livello di aziende cinesi, prevalgono quelle dedicate ai servizi alla persona, con una percentuale del 34,2%. Seguono attività manifatturiere (24,9%), alloggio e ristorazione (23,2%), commercio all’ingrosso e al dettaglio (15,6%).
Le altre realtà lombarde: il commercio è la prima attività a Milano (con il 31,1%); la ristorazione a Bergamo (29,2%), Cremona (41,9%), Lecco (35,5%), Lodi (43,8%), Pavia (37,3%), Sondrio (33,3%) e Varese (27,1%); il manifatturiero a Brescia (32,6%) e Mantova (66,4%). A pari merito (25,5%) ristorazione e manifatturiero a Monza e Brianza.
Massimo Moscardi

27 Gennaio 2017

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