Categories: Economia

Imprenditori e sindacati uniti per lo sviluppo. Siglato il patto per far ripartire le infrastrutture

Un manifesto per lo sviluppo dell’Italia e di Como. Un invito – quasi una supplica per evitare un imminente tracollo economico – a far partire i cantieri per la realizzazione delle infrastrutture, vitali per la rinascita del Paese.A firmarlo, ieri mattina nella sede di Ance Como, non c’erano solo le associazioni di categoria ma anche le organizzazioni sindacali compatte. Si tratta di un patto per il rilancio del lavoro, per la crescita del Paese che unisce datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, compatti nel chiedere la partenza di opere fondamentali. A cominciare da quelle più piccole come, ad esempio, la variante di Olgiate – Solbiate sulla ss342, fino ad arrivare alla Tav. Senza ovviamente tralasciare la Pedemontana, eterna incompiuta, la tangenziale e la decisiva Variante della Tremezzina. Seduti allo stesso tavolo c’erano Ance Como, Cdo Como, Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cna del Lario e della Brianza, Confartigianato imprese Como, Confcommercio Como, Confcooperative Insubria sede di Como, Confesercenti provinciale di Como, Fai Como, Uil Lario, Unindustria Como. «Il momento è grave, l’economia è in picchiata e le aziende sono sempre più a rischio – ha esordito Francesco Molteni, presidente Ance Como – È tutto fermo. Noi siamo qui a presentare un documento condiviso per cercare di avere un domani. Il mondo imprenditoriale e i rappresentanti dei lavoratori della provincia di Como prendono atto con disappunto del taglio degli investimenti per nuove opere inizialmente previsti in manovra, scesi da 3,5 miliardi a soli 500 milioni. Sollecitiamo il Governo a rilanciare le grandi opere, già appaltate per un valore di 25 miliardi, oggi bloccate, e chiediamo una semplificazione delle procedure burocratico-amministrative. Necessaria poi una revisione del codice degli appalti». Interlocutori obbligati ovviamente i politici comaschi – ieri era presente il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi – che dovranno impegnarsi per sostenere queste istanze. Inoltre è arrivata la richiesta di aprire Tavoli di confronto sui singoli temi per raccogliere le istanze del territorio, oltre alla volontà di sottoporre il documento anche al Tavolo della Competitività. «L’iniziativa di oggi è unica perché ci riunisce tutti insieme – spiega Giacomo Licata, segretario provinciale Cgil – nel condividere una piattaforma di rilancio. Noi solitamente siamo controparte, oggi invece siamo tutti coesi. Investire in infrastrutture significa, oltre che far ripartire l’economia, anche investire nel territorio».Si potrebbe dunque definirla un’insolita alleanza che però ben fotografa la realtà di un territorio che chiede e ha bisogno di infrastrutture, lavoro e rilancio. Tutti i rappresentanti delle varie associazioni sono voluti intervenire per ribadire con forza l’adesione al documento. Duro l’intervento di Fabio Porro, presidente di Unindustria Como: «Il Governo ha il dovere di ascoltarci – afferma – Abbiamo bisogno delle opere, a partire dalla Tav che rappresenta anche per il nostro territorio una fonte di ricchezza, intesa come lavoro e facilità nei collegamenti con Paesi per Como molto importanti». E per ribadire la lentezza e i continui intoppi nel decidere se fare o meno quest’opera, sono stati citati alcuni numeri, come il fatto che la progettazione della Torino -Lione sia iniziata nel 1996, ovvero 23 anni fa, e da allora siano state svolte ben sette analisi costi-benefici (fino al 2014), tutte positive.«L’obiettivo è ora che questa iniziativa abbia un seguito. Di possibilità di intervento ce ne sono molte. Ad esempio ogni anno vengono raccolti 600 milioni di euro di introiti doganali in accise. Perchè non battersi per fare in modo che una parte, almeno il 10%, rimanga sul territorio per finanziare delle infrastrutture?», dice Giorgio Colato della Federazione autotrasportatori italiana. La speranza è dunque che, ripartendo le infrastrutture, possa ripartire il territorio.

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