Imprenditori, uno su quattro non è comasco

Il Lago di Como dall'alto

Boom di calabresi. Ma la media lombarda è anche più alta (31%)

Gli imprenditori comaschi sono nati lontani dal Lario, in 1.684 sono calabresi trapiantati.
La provincia comasca si conferma un ottimo attrattore di chi vuole mettersi in proprio. Secondo uno studio della Camera di Commercio di Milano, un titolare o socio di attività su quattro con sede in provincia di Como non è comasco. Ma la media regionale è perfino più alta. In Lombardia, ad esempio, un terzo degli imprenditori (31,3%) non è indigeno, ma arriva da altre regioni o dall’estero (430mila su 1,4 milioni). Si tratta del dato più alto di tutta Italia.

La media comasca dei forestieri è invece pari al 26,2% più vicina al dato nazionale del 24%. Numeri rimasti stabile negli ultimi cinque anni, segno questo che il fenomeno della migrazione è ancora in atto e che anche i giovani per fare impresa scelgono la fiorente Lombardia.

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Ma torniamo allo spaccato comasco. Come detto, dopo i lombardi autoctoni a fare la parte del leone tra i “forestieri” sono i calabresi, seguiti a ruota dai siciliani (1.551) e dai campani (1.321). Sono solo 6 i valdostani che hanno stabilito la propria attività sul Lario, meno di umbri (66) e molisani (67). I veneti superano le mille unità (1.025) mentre i pugliesi si fermano a 962.

Sono 70.426 gli imprenditori attivi censiti in Camera di commercio quest’anno. Di questi, 18.427 sono nati fuori dalla regione, ovvero il 26,20%. Cinque anni fa il numero degli imprenditori attivi era superiore, ovvero 76.432, era maggiore anche la cifra di chi viene da fuori regione, ossia 19.269, ma con un’incidenza più bassa a livello percentuale (25,20%) e una variazione negativa negli ultimi cinque anni del 4,40%.
Discorso diverso per gli stranieri, sono 5.398 quelli con attività insediate nel Comasco, che vale a dire il 7,7% sul totale, una media di poco inferiore a quella nazionale (8,7%) dove la parte del leone continua a farla Prato con oltre il 20% di imprenditori stranieri, per la maggior parte cinesi impegnati nel settore tessile.

La più bassa percentuale di imprenditori forestieri si trova ad Oristano (3,1%) seguita da Taranto con il 3,2%. In generale tutta la Puglia si rivela poco permeabile per imprenditori nati fuori dallo Stivale, anche le province di Bari e Foggia si fermano sotto il 4%.

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