Imprese e burocrazia, anche la Spagna batte l’Italia

I nodi dell’economia
La storia del Centro ricerche nato in Navarra e non in Brianza
Ai confronti – purtroppo quasi sempre perdenti – con la Svizzera c’eravamo abituati. Rapidità e precisione, tempi certi e fisco magari pesante ma chiaro di là del confine; lentezze e burocrazia elefantiaca, ostacoli vari e problemi a non finire qui, in Italia. Il fatto, però, che nel raffronto l’Italia esca sconfitta anche con la Spagna, però, non è una bella notizia. Due Paesi latini, mediterranei, che a una prima riflessione parrebbero simili e che invece, alla prova dei fatti, risultano molto differenti. A tutto discapito nostro.
La storia che evidenza tutte le pecche del nostro Paese parte tra Arosio e Inverigo, dove operano due aziende collegate: la Pozzi Arosio, una ventina di dipendenti per 10 milioni di euro di fatturato, la capogruppo, e la Saip, 40 addetti e una quindicina di milioni di ricavi. È proprio quest’ultima la realtà – che si occupa di realizzare impianti per la produzione di pannelli in poliuretano – che è finita per sbarcare in Spagna.
«Dovevamo realizzare un centro ricerche a livello mondiale – spiega l’imprenditore alla guida del gruppo, Walter Pozzi – anche a seguito di una joint venture con Dow Chemicals, colosso statunitense del settore con oltre 55mila dipendenti. E ci sarebbe piaciuto che fosse in Italia, anzi da queste parti visto che le nostre attività sono situate in Brianza».
L’imprenditore spiega che ha provato a rivolgersi alle istituzioni, dalla Provincia alla Regione; che ha bussato a più porte, ma senza grandi riscontri. «Il rammarico – rimarca Pozzi – è stato parecchio». Non che sia accaduto qualcosa di strano alla Saip e al progetto di un centro di ricerca. È andata “solamente” come quasi sempre accade alle nostre aziende, che pure generano ricchezza e creano posti di lavoro, e cioè che lo Stato in qualunque sua forma quando va bene lascia fare, altrimenti addirittura frena.
In Spagna, invece, è andata in tutt’altro modo. «Le scelte erano legate alla vicinanza con gli stabilimenti europei di Dow Chemicals – spiega Walter Pozzi – e da questo punto di vista Italia e Spagna per i nostri partner erano equivalenti. La differenza, però, l’ha fatta la procedura, l’iter». Cedepa, la nuova società che si occupa di ricerca sui poliuretani e che vede socia al 60% la brianzola Saip e al 40% l’americana Dow Chemicals, si è infatti ritrovata la strada spianata nella regione spagnola di Navarra.
«Abbiamo avuto un primo incontro con i funzionari regionali – spiega Pozzi – e ci siamo lasciati con l’accordo di ritrovarci di lì a un mese. Dopo appena tre settimane ci hanno riconvocati, a un tavolo a cui erano stati chiamati tutti gli interlocutori del progetto, dalle banche agli urbanisti. La realizzazione dello stabilimento è stata così un’esperienza estremamente semplice, rapida».
E pensare che il centro di ricerca, pur essendo una realtà di livello mondiale dello specifico settore, alla fine ha occupato solo quattro persone. Ma all’inaugurazione era presente anche il viceministro spagnolo dell’Economia che ha ringraziato gli imprenditori per la loro iniziativa.
«È stata una bella esperienza, è un progetto importante – conclude Walter Pozzi – Peccato non averlo potuto realizzare qui, in Italia».

G. Civ.

Nella foto:
La sede della Pozzi-Arosio, società brianzola che controlla la Saip, azienda che ha costituito una joint venture con il colosso chimico americano Dow Chemicals (Fkd)

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