In 3mila per i Brueghel

Villa Olmo – Numerosi gli stranieri, provenienti anche dalla Scandinavia, dal Brasile e da Israele
Tra sabato e ieri molti visitatori hanno ammirato le opere dei maestri fiamminghi
La dinastia Brueghel raggiunge la Belle Époque. Grazie a un flusso costante e continuo di visitatori, che hanno riempito il parco di Villa Olmo fin dal mattino di sabato, la mostra organizzata dal Comune di Como sulla dinastia fiamminga di artisti ha totalizzato 3mila ingressi in tre giorni: sabato, domenica di Pasqua e lunedì dell’Angelo. La stessa cifra raggiunta dalla precedente grande mostra, organizzata l’anno scorso – sempre a Villa Olmo – e dedicata al fascino
della Belle Époque. La rassegna su Brueghel sembra quindi partita a gonfie vele, anche se – come la storia delle grandi mostre comasche insegna – i conti vanno sempre fatti alla fine. Aperto al pubblico il 24 marzo, l’evento di Villa Olmo in due settimane ha già raggiunto quota 10mila visitatori. Il miglior giorno è stato Pasquetta, ieri, quando a metà pomeriggio si parlava di una stima entro fine giornata di 1.500 biglietti. Altri 1.500 sono stati staccati tra sabato e Pasqua.
L’affluenza, probabilmente, è stata aiutata anche dal meteo: una giornata fredda e nuvolosa non invoglia i turisti a raggiungere le spiagge, ma li spinge verso un’attrazione “al coperto”. Discorso diverso, invece, per gli appassionati d’arte, che pure con trenta grandi andrebbero alla mostra disertando spiagge e piscine.
Una “fame di cultura” che arriva da ogni angolo del mondo, persino il più nascosto. A Villa Olmo sono giunti visitatori dai Paesi scandinavi, da Brasile, Israele, Danimarca, Belgio, oltre a una valanga di tedeschi, francesi, svizzeri e inglesi. «Sono risultati da capitale europea dell’arte – commenta un soddisfatto Sergio Gaddi, assessore comunale alla Cultura e curatore della mostra – questi numeri sono la misura più evidente della qualità dell’iniziativa».
La nona “grande mostra” del Comune di Como è dedicata alla dinastia Brueghel, fiamminga, una delle più importanti a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo.
Inaugurata il 24 marzo, la rassegna chiuderà i battenti il 29 luglio, quando Como avrà un nuovo sindaco e una nuova giunta. Conta 70 dipinti a olio, più altri 30 tra disegni e incisioni. Tra le opere, anche un capolavoro di Hieronymus Bosch, “I sette peccati capitali”, mai esposto in precedenza al pubblico in Italia. È parte di una collezione privata americana. Dopo i quattro mesi in riva al Lario, la rassegna farà tappa in Israele (a Tel Aviv), in Repubblica Ceca (Praga), in America (Miami, Florida) e in Russia, a San Pietroburgo.
Molti turisti hanno approfittato del weekend pasquale per trascorrere due giorni di full immersion artistica. Oltre a visitare (a pagamento) la mostra allestita a Villa Olmo, infatti, nel giorno di Pasqua comaschi e non potevano entrare gratuitamente in tutti i Musei civici del Comune: dal Museo archeologico “Paolo Giovio” al Museo storico “Giuseppe Garibaldi”, dalla Pinacoteca civica al Tempio Voltiano.

Nella foto:
Visitatori in coda, ieri, davanti all’ingresso di Villa Olmo, dove fino al 29 luglio è in corso la mostra “La dinastia Brueghel”

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