Cronaca

In arrivo i criteri per il dopo referendum. I grillini: «Ma serve il sì di tutti i paesi»

Fusioni tra i Comuni

(da.c.) Slitta a domani pomeriggio la decisione finale sui criteri da adottare per il sì o no alle fusioni tra Comuni. Intanto, in consiglio regionale si accende la discussione tra i gruppi. E il Movimento 5 Stelle è il primo a pigiare bruscamente sul freno.
Dario Violi, rappresentante dei grillini nella commissione speciale sul riordino delle Autonomie locali, ha reso pubblica ieri la posizione del Movimento a proposito degli esiti dei referendum in programma domenica.
I progetti di

legge, spiega Violi, potranno essere approvati «soltanto se in tutti i singoli comuni che partecipano al referendum prevale il voto favorevole alla fusione. Nel caso in cui anche in un unico comune prevalga il voto negativo, non si procede alla fusione».
Uno sbarramento molto elevato, quello posto dai 5 Stelle, che qualora fosse adottato potrebbe in realtà far naufragare quasi tutti i progetti di accorpamento in programma.
La posizione dei grillini è radicale ma probabilmente non così isolata come potrebbe sembrare.
Anche la Lega Nord e la Lista Maroni Presidente potrebbero orientarsi nella stessa direzione.
Domani, come detto, in una riunione congiunta della commissione II (Affari istituzionali) e della commissione speciale sul riordino delle Autonomie, saranno individuati i criteri da seguire nella fase post voto referendario.
Il presidente della commissione II, Stefano Carugo, esponente del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, attende di «conoscere le opinioni dei gruppi prima di dare un’indicazione precisa. Potremmo però adottare il metodo di Emilia e Toscana – dice – Regioni che hanno dato via libera alle fusioni con il sì complessivo del corpo elettorale di ciascuna aggregazione».
Alessandro Fermi, consigliere regionale comasco di Forza Italia, insiste però sul tema del consenso. «È fondamentale – dice – anche per evitare confusioni e imbarazzi, che in commissione siano decise linee guida alle quali rimanere fedeli – Il principio generale di cui si dovrà tenere conto resta in ogni caso la volontà degli elettori. Non si potrà andare nella direzione opposta alla scelta dei cittadini».
Nelle scorse settimane da uno dei Comuni comaschi interessati alle fusioni – Menaggio – era partita una richiesta di chiarimenti proprio sul tema del consenso. Il capogruppo di minoranza, Gianluca Pedrazzini, aveva scritto a tutti i consiglieri comaschi chiedendo di esprimersi sulla questione.

26 Novembre 2013

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