Cronaca

In aula schermi Lcd e smart-card. Spesa da 100mila euro, è polemica

altL’opposizione: «Spreco». Replica: «Sono i costi della democrazia»

(e.c.) Nuova bufera a Palazzo Cernezzi sui costi della politica. O, per usare l’espressione utilizzata dal presidente del consiglio comunale di Como, Franco Fragolino, per «i costi della democrazia».
All’origine del polverone, la decisione dello stesso Fragolino di procedere al cambiamento del sistema di voto elettronico dell’aula consiliare. Un sistema che, pur se funzionante, dopo 19 anni di servizio è sicuramente un po’ datato. Il punto caldo, però, riguarda la cifra che servirà all’amministrazione per installare microfoni, schermi e tabelloni al plasma più nuovi, tecnologici

e funzionali: poco più di 100mila euro. Una bella cifra, soprattutto in tempi di crisi e di bilanci asfittici. Ma per cosa serviranno tutti questi soldi? I dettagli sono contenuti nel bando predisposto dal settore informatico del Comune.
Saranno cambiati il sistema elettronico di voto, il sistema di amplificazione e il sistema di visualizzazione. In pratica, tutte le funzioni di voto saranno programmabili in anticipo e tutti i consiglieri e il presidente dell’assemblea avranno a disposizione lettori di tessere smart-card (ma si lascia la possibilità persino di installare sistemi di riconoscimento tramite impronte digitali), tastiere nuove per votare, possibilità di visualizzare a colori il voto espresso. In particolare, il presidente Franco Fragolino avrà uno schermo Lcd (probabilmente touch-screen) dal quale potrà compiere tutte le operazioni di gestione dell’aula (gestione degli interventi, esposizione risultati delle votazioni, ecc). Sarà poi possibile stampare in tempo reale gli esiti delle votazioni, stampare verbali e memorizzare i risultati su supporto magnetico.
Inoltre, saranno cambiati tutti i microfoni di assessori e consiglieri, verranno installati due maxi-schermi Lcd, Led o al Plasma da 63 pollici ai lati dell’aula. Il tutto – recitano i documenti – con l’obbligo per i privati che avanzeranno proposte di ridurre al minimo gli interventi sui pavimenti in legno, sulle pareti e sulle tappezzerie del consiglio.
«In un momento in cui i cittadini passano le giornate in coda per pagare le tasse – attacca il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese – mi sembra uno spreco assurdo, una scelta delirante. Vorrei sapere dove hanno preso questi soldi, visto che durante le discussioni di bilancio la maggioranza bocciò emendamenti da 3-4mila euro. È uno spreco». Sulla stessa linea (pur con una storia politica opposta), il consigliere Sergio Gaddi (Pdl): «Il sistema attuale lo feci installare io nel ’94 – afferma – Ora vorrei solo capire come è possibile che la maggioranza non trovi 5mila euro per mettere le lampadine in piazza Cavour, al buio da settimane, e spenda 100mila euro per la tecnologia dei consiglieri. Non era affatto una priorità di Como».
La replica del presidente del consiglio comunale di Como, Franco Fragolino, non lascia però spazio a dietrofront.
«Sono i costi della democrazia – afferma – Il sistema attuale registra ancora le sedute su nastro e, addirittura, se dovesse verificarsi un guasto non si potrebbe nemmeno più intervenire per la riparazione, talmente è vetusto l’impianto. Un sistema moderno e efficiente è una garanzia di trasparenza anche per i cittadini».

Nella foto:
Da sinistra, il presidente del consiglio comunale di Como, Franco Fragolino, al banco della giunta insieme con il sindaco
5 marzo 2013

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