Sport

In campo con i big: la carica di 600 ragazzi

altSeicento ragazzi che hanno potuto fare sport e avere utili insegnamenti non soltanto sotto il profilo agonistico. È questo il senso di “Un campione per amico”, evento che è stato promosso da Banca Generali e che è andato in scena ieri mattina in piazza Cavour a Como. Bagno di folla, applausi e tante richieste di autografi per i quattro campioni dello sport che hanno fatto da insegnanti ai giovani: Adriano Panatta, Jury Chechi, Andrea Lucchetta e Francesco “Ciccio” Graziani.

Una mattinata intensa, con i ragazzi delle scuole che si sono alternati sui quattro campi allestiti nel salotto della città.

 

I bambini hanno potuto praticare tennis (con Panatta), calcio (con Graziani), pallavolo (con Lucchetta) e ginnastica (con Chechi).
Ma, a dire il vero, non sono mancati anche genitori, nonni, comunque persone adulte, che hanno colto l’occasione di incontrare quattro miti dello sport italiano che, tra un cambio di classe e l’altro, si sono concessi per foto, autografi e le interviste di rito. Del resto i personaggi meritavano: Panatta è stato tra i più grandi tennisti italiani, Chechi ha vinto un oro e un bronzo olimpico, Graziani è stato campione del mondo a Spagna 1982 e Lucchetta è stato ed è un simbolo per il volley tricolore.
Una manifestazione, insomma, che ha portato positività e ha vivacizzato piazza Cavour, ancora una volta polo d’attrazione per lo sport, come quando qui c’era il traguardo del Giro di Lombardia (che presto potrebbe anche tornare) o quando parte e arriva il Rally Aci Como-Etv.
Le impressioni
Ai quattro campioni ha fatto molto piacere vedere l’entusiasmo dei giovani comaschi.
«Una giornata molto bella – ha commentato Jury Chechi – in cui abbiamo cercato di far capire che sport e una sana alimentazione hanno un ruolo importante nella vita».
«E poi – ha aggiunto l’olimpionico – magari qualcuno, iniziando con una capriola in questa occasione, potrebbe anche pensare di provare a fare ginnastica artistica, perché no?».
«È bello vedere tanti bambini felici – ha aggiunto Adriano Panatta – soprattutto in un momento in cui, anche nelle scuole, l’attività motoria purtroppo non viene molto sviluppata».
Francesco Graziani è stato un istruttore severo: «Lo sport è socialità, oltre che divertimento – ha sottolineato – e vogliamo incoraggiare la pratica agonistica, soprattutto quando vediamo ragazzi sovrappeso, perché magari passano ore ai videogiochi o sul loro cellulare».
«Ho visto una bella voglia di condividere – ha detto Andrea Lucchetta – Ed è lo spirito che ci vuole, è il messaggio più importante che deve partire da questo tipo di iniziative».
Questioni comasche
Ma la presenza sul Lario di quattro campioni di questo calibro impone una domanda a testa che riguarda lo sport comasco.
Adriano Panatta ha narrato i suoi momenti agonistici. «Como? Mi ricordo quando nel 1964 ho giocato sul campo di Villa d’Este per i campionati italiani di terza categoria. Ma non solo, quando mi sono dedicato alla motonautica e ho gareggiato sulle acque del lago. Tutte esperienze piacevoli».
Sulla stessa linea Francesco Graziani. «Posso dire tranquillamente che Como mi ha sempre portato fortuna. Mi ricordo di essere venuto qui con la Nazionale, ma soprattutto nella stagione 1975-1976 quando gli azzurri erano in serie A e io ho vinto lo scudetto con il Torino. E aggiungo che al Sinigaglia abbiamo vinto per 1-0 con un mio gol. Più bello di così… E poi questa è una città meravigliosa. Ci torno sempre volentieri».
Andrea Lucchetta, invece, ha commentato il buon campionato della Libertas Cra Cantù, arrivata alla finale dei playoff di serie A2 maschile. «È stato un bell’exploit – ha spiegato – e spero che club come quello canturino vengano incoraggiati, anche con contributi economici delle istituzioni, ma a un patto, che puntino anche sul vivaio con almeno trecento ragazzi». E sulla promozione dello sport si è soffermato anche Jury Chechi, che ha parlato della ottima tradizione della ginnastica artistica lariana, che da anni fornisce atleti alle rappresentative nazionali.
«Questo è un territorio che è storicamente legato al nostro sport – ha affermato – La tradizione comasca nella ginnastica è solida, grazie soprattutto al lavoro dei dirigenti delle società».
«Il mio auspicio è che ci sia un supporto da parte degli enti locali, della Federazione – ha concluso l’olimpionico – perché le persone che hanno finora fatto tanto bene non vanno lasciate sole».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Francesco Graziani, sopra, schiera portiere e rigoristi. 
21 maggio 2014

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