In cinquemila per l’ultimo saluto a Giuliano Bignasca

alt I funerali del leader della Lega dei Ticinesi

(p.an) C’erano almeno 5mila persone, ieri pomeriggio, a dare l’ultimo saluto a Giuliano “Nano” Bignasca, il fondatore della Lega dei Ticinesi.
Il “Bossi svizzero” è scomparso improvvisamente giovedì mattina, in seguito a un malore accusato in casa. La cerimonia di cremazione si è svolta sulle note di Vasco Rossi, con la canzone “Vita Spericolata” ad aprire la funzione. Anche Bignasca, del resto, aveva avuto una vita piuttosto spericolata. Da giovane era già noto per i suoi eccessi, ma aveva pure giocato a calcio in serie A con il Lugano. Poi la carriera da imprenditore nel settore delle costruzioni, nell’editoria, la fondazione della Lega dei Ticinesi nel 1991. Il corteo con il feretro di Bignasca è partito ieri pomeriggio da via

Monte Boglia, la sede storica della Lega dei Ticinesi e del giornale fondato da Bignasca, “Il Mattino della domenica”. Numerosi i politici presenti. Dall’Italia sono arrivati gli stati generali della Lega Nord, da Umberto Bossi a Roberto Maroni, a Mario Borghezio. Con Bossi e Maroni anche il commissario ed ex presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, che si è intrattenuto con Maroni e il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi. «Se tu potessi vedere tutta questa gente, cittadini semplici e variegati, saresti molto contento – ha detto Marco Borradori, consigliere di Stato e candidato sindaco di Lugano per la Lega – Non lasceremo spegnere la fiamma della speranza, insieme continueremo il nostro lavoro» ha concluso. L’improvvisa morte di Bignasca crea nella Lega dei Ticinesi il concreto problema della successione, visto che era presidente a vita del movimento. Ieri sera alla “Resega”, il palaghiaccio di Lugano, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare la figura del “Nano”, a cui è seguito un lungo applauso del pubblico.

Nella foto:
il feretro di Bignasca a Lugano (foto Stefano Cavicchi).

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