Cronaca

In coda all’Agenzia delle Entrate. «Grandi evasori liberi, noi vessati»

I contribuenti lariani non ne possono più: «Ma no a gesti folli»
Il gesto «estremo» è «deprecabile». Su questo, nessuno si azzarda a obiettare. Poi, quasi tutti, aggiungono quel “però”. Che di certo non è una giustificazione alle sei ore di follia di un uomo che, giovedì, ha fatto irruzione armato nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (Bergamo) sequestrando i dipendenti. Suona, piuttosto, come un invito a parlare dell’episodio, perché «segnale di una diffusa esasperazione».
L’assedio all’Agenzia delle Entrate bergamasca
ha occupato le prime pagine dei giornali. Si è concluso fortunatamente senza vittime, nonostante l’autore del gesto fosse armato fino ai denti: è entrato con due pistole e un fucile a pompa e ha esploso – dopo essere stato affrontato verbalmente da un dipendente – un colpo sul soffitto. L’uomo, un ex imprenditore nel settore delle pulizie, ha tenuto in ostaggio 15 persone. Ha fatto uscire «tutti quelli che devono pagare le tasse», trattenendo i funzionari dell’agenzia. Ha prima chiesto di «parlare con Monti», poi ha cominciato una lunga trattativa con i carabinieri. Era disperato per le difficoltà economiche. La molla sarebbe scattata a causa di una cartella esattoriale che l’uomo non era in grado do pagare.
Ieri mattina, davanti all’Agenzia delle Entrate di Como in viale Cavallotti, non c’era contribuente che non parlasse dell’episodio. Difficile però trovare qualcuno che commentasse mettendoci faccia, nome e cognome. E questo anche perché, di solito, all’Agenzia delle Entrate non ci si va in gita di piacere.
«Sono esasperato – commenta un pensionato, napoletano d’origine e residente a Como – a volte avrei anch’io la tentazione di entrare qui e combinare un casino, perdere la pazienza. Poi, però, penso che non ne vale la pena. Comunque, se la gente arriva a fare colpi di testa com’è accaduto a quell’uomo in provincia di Bergamo, significa che l’esasperazione sta prendendo il sopravvento. Io sono un pensionato, prendo 600 euro al mese. Entro ed esco dall’Agenzia delle Entrate per noie con cartelle vecchie, vecchissime: ho diritto a un rimborso di 1.800 euro e non c’è modo di ottenerlo in tempi rapidi. Capisce perché poi la gente perde la testa?».
«Il problema – aggiunge un altro contribuente comasco di 34 anni – è che l’uomo di Bergamo se l’è presa con le persone sbagliate. I funzionari dell’ufficio non c’entrano niente: sono, piuttosto, vittime di scelte politiche sbagliate. Chi lavora nell’Agenzia di Como, spesso, è collaborativo. Il gesto di giovedì deve far riflettere, è importante che se ne parli. In caso di difficoltà l’imprenditore, così come il cittadino, non dev’essere mai lasciato solo. A volte prevale la vergogna, e si entra in una spirale pericolosa. Perciò è giusto parlarne».
Molto più tranciante l’opinione di un altro pensionato, che, uscendo dall’agenzia e, prima di salire sulla bicicletta, dice: «Quel tizio che si è chiuso nell’Agenzia delle Entrate ha fatto una pazzia. Ma gli italiani sono esasperati».
Un’imprenditrice, «contribuente comasca di 42 anni», condanna il gesto («Entrare in un ufficio pubblico arma in pugno è un gesto folle, punto e basta»). Ma aggiunge un “però”.
«Però – dice – l’episodio deve far riflettere. A volte, lo Stato va avanti come un caterpillar senza approfondire le motivazioni per le quali le imposte non sono state pagate. Se un imprenditore non paga e poi si compra auto di lusso e case al mare, è giusto essere duri, inflessibili. Ma se un imprenditore non viene pagato dai clienti e non ha i soldi per pagare le tasse, cosa deve fare?». Non manca chi accusa lo Stato di «accanirsi contro chi non paga una multa, o chi ha debiti per poche centinaia di euro», mentre «i grandi evasori fanno ciò che vogliono».

Andrea Bambace

Nella foto:
Agli sportelli
Dopo il folle episodio di Romano di Lombardia, dove un uomo ha sequestrato e minacciato clienti e dipendenti della locale Agenzia delle Entrate, il fatto tiene banco anche nelle discussioni tra i contribuenti comaschi, spesso esasperati (foto Fkd)
5 maggio 2012

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