In coda per la Tares, ufficio tributi preso d’assalto dai contribuenti

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Ieri mattina a Palazzo Cernezzi
Esauriti da giorni i tagliandi che dovrebbero regolare l’accesso agli sportelli: la macchinetta è vuota

(f.bar.) Tasse e code agli sportelli. Un binomio prettamente italico che si sta riproponendo in questi giorni a Palazzo Cernezzi. Sul banco degli imputati la Tares, sigla che identifica la tassa rifiuti dovuta per il 2013. Ieri mattina, al secondo piano del Comune di Como, l’ufficio tributi è stato preso d’assalto dai contribuenti.
Due le file, ovviamente disordinate e autogestite. Una per chiedere informazioni sugli importi “pazzi” e l’altra per ottenere un duplicato dei bollettini che

in molte case non sono mai arrivati. Tanto che la scadenza del 31 dicembre è stata fatta slittare al 24 gennaio, come reso noto nei giorni scorsi da Palazzo Cernezzi.
Appena varcata la porta che immette nel corridoio dell’ufficio tributi, si para innanzi una lunga coda. In mezzo chi litiga e chi si lamenta per il protrarsi esasperante dell’attesa.
Il primo elemento che balza subito all’occhio è la macchinetta gialla che emette i numeri per accedere agli sportelli. È senza biglietti. Dagli uffici fanno sapere che da giorni si sta tentando di contattare la ditta incaricata per far arrivare i ricambi. Nel frattempo le code sono regolate dalla buona volontà dei cittadini. C’è sempre chi tenta di imbrogliare, ma viene subito intercettato e rimesso in riga da chi attende il turno da oltre un’ora e mezzo.
Solo ieri mattina, in poco tempo più di 30 persone hanno richiesto il duplicato dei bollettini. Questa lunga processione al secondo piano del Comune dura ormai da settimane. E anche nei prossimi giorni si annunciano file agli sportelli.
La coda più lunga e paziente è quella dei cittadini in attesa di avere informazioni. La maggior parte delle domande riguarda l’importo dovuto che sembra, in molti casi, essere notevolmente aumentato rispetto al passato. «Dobbiamo sempre attendere. E pagare. È il nostro destino – dice Giovanni Saporiti – Come se non fosse sufficiente l’attesa, la macchinetta per i numeri è vuota. E dobbiamo anche fare attenzione ai “furbi”. Sono qui da un’ora e mezzo e ne ho ancora per molto. Personalmente sono venuto per avere chiarimenti sull’importo dovuto. Vorrei capire per quale motivo chi abita in 40 metri quadrati deve pagare molto di più di chi ha una casa di 70 metri quadrati».
E c’è chi è ormai una veterana della coda. «È la quinta volta che mi devo mettere in fila. Più volte mi hanno indicato lo sportello sbagliato – interviene Marina Buono – Mi sembra un vero percorso a ostacoli. Come se non bastasse devo chiedere anche dei permessi dal lavoro per poter venire qui».
Non sono pochi, poi, quelli che proprio non riesce a districarsi «in mezzo a tutti questi bollettini. Tra acconti e saldo e cifre che cambiano, regna la più totale confusione», dice Isidoro Chicchirillo.
«Tutti qui vogliono maggiori informazioni – conclude Mario Grigoletto – C’è chi come me deve pagare 200 euro mentre prima ne versava poco più di 80. Vogliamo capire».

Nella foto:
Comaschi in coda, ieri mattina, al secondo piano del Comune per la nuova tassa sui rifiuti

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