In Comune arriva la stangata per i dirigenti “fannulloni”. Saranno esautorati e messi in mora

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Lotta alla burocrazia
Ai privati danneggiati anche 30 euro al giorno di indennizzo

Una recente delibera della giunta comunale di Como passata quasi sotto silenzio stabilisce una piccola rivoluzione nei rapporti tra amministrazione pubblica e privati in tema di gestione delle pratiche. O, meglio, per tutte quelle pratiche che, senza colpe imputabili al singolo cittadino o all’impresa del caso, abbiano accumulato ritardi giustificabili a causa dell’inerzia del direttore d’area (massimo vertice tecnico dell’amministrazione) o del dirigente preposto.
In sostanza, sulla base

di leggi nazionali già emanate tra il 2009 e quest’anno, Palazzo Cernezzi ha messo un “tocco personale” nella lotta ai “fannulloni” seduti dietro le scrivanie municipali. O, se proprio la definizione di “fannulloni” appare troppo forte, si può parlare di quei direttori e dirigenti che, per accertate responsabilità dirette, risultino responsabili di un danno nei confronti dei privati.
La pietra angolare per ogni tipo di provvedimento sarà il termine fissato dalle leggi nazionali o dai regolamenti comunali entro il quale una determinata pratica deve essere chiusa in tutti i suoi passaggi. Ossia, il termine entro il quale scartoffie, timbri e verifiche di ogni tipo devono lasciare definitivamente lo spazio alla risposta dell’amministrazione (positiva o negativa che sia) ai privati. Che si tratti di costruire un pollaio, un complesso residenziale, piazzare un cartello o altro ancora, non farà differenza: il dirigente a cui spetta la “sovrintendenza” della specifica pratica dovrà tassativamente dare un responso al cittadino o all’imprenditore entro una data prestabilita. Ma siccome questo frequentemente non accade, o quantomeno non accade nei tempi giusti, ecco che il dirigente “inerte” (testuale, ndr) risponderà in prima persona.
In questo caso, la giunta ha deciso che – d’ufficio o su richiesta del proponente la pratica – il vertice in questione possa essere immediatamente “tolto” da quel faldone e sostituito con un’altra figura di riferimento che assicuri il buon esito finale della pratica (entro una proroga che duri al massimo la metà del tempo originario stabilito per la conclusione del procedimento amministrativo).
La novità, tra l’altro, è che il privato potrà rivolgersi direttamente e senza intermediari al segretario generale di Palazzo Cernezzi via mail, telefono o recandosi in ufficio.
A sua volta, il segretario generale procederà, in caso di ritardo accertato causato dal direttore dell’area specifica, a sostituirsi ad esso (e, a loro volta, tutti i direttori d’area potranno fare lo stesso sui dirigenti, sempre su input del segretario generale).
Una volta “puniti” ed esautorati, direttori d’area e dirigenti potranno persino essere messi in mora.
E non è finita: in caso di ritardi accertati sulla chiusura di una pratica nei termini stabiliti, il privato potrà anche ottenere un indennizzo di 30 euro per ogni giorno di sforamento dei termini. E se anche questo subisse ritardi, per il Comune si aprirebbero le porte del Tribunale civile.

E.C.

Nella foto:
I privati che da ora in avanti presenteranno le proprie pratiche agli uffici del Comune di Como hanno più speranze che la burocrazia non ritardi i normali tempi di esecuzione

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