In crisi 148 aziende metalmeccaniche lariane. Sono oltre 2.300 i posti di lavoro a rischio

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Il rapporto della Fim Cisl Lombardia

(m.d.) La crisi del settore metalmeccanico è pesante anche in riva al Lario. Alla fine del primo semestre di quest’anno si contano 148 aziende in difficoltà per un totale di 2.357 posti di lavoro a rischio. Dati che, pur non collocando la provincia di Como tra le aree più colpite in Lombardia, danno la misura di quanto il prezzo della recessione sia elevato.
A livello regionale sono oltre 60mila i dipendenti di aziende metalmeccaniche che rischiano il posto di lavoro, appartenenti a quasi

3mila imprese in difficoltà. I territori maggiormente colpiti sono quelli di Milano, Bergamo, Monza, Lecco e Brescia, mentre la provincia che meno risente delle difficoltà legate alle produzioni metalmeccaniche è Pavia.
I numeri della crisi in Lombardia sono stati resi noti ieri dalla Fim Cisl regionale. «Nel primo semestre – si legge nel rapporto del sindacato dei metalmeccanici – si registra un’impennata di licenziamenti nelle piccole aziende: +43% rispetto a fine 2012. E sono ben 173 le imprese che nei primi sei mesi di quest’anno hanno avviato nuove procedure di mobilità per ben 3.368 lavoratori».
Per quanto riguarda le aziende metalmeccaniche della provincia di Como, gli addetti coinvolti dal ricorso agli ammortizzatori sociali sono, come detto, 2.357, così ripartiti: 1.446 in cassa integrazione ordinaria, 756 in cassa integrazione straordinaria e 155 in mobilità, anticamera del licenziamento definitivo.
Tra i 756 addetti in Cig straordinaria figurano anche i 200 lavoratori soggetti a contratti di solidarietà (in 2 aziende) e i 453 dipendenti che usufruiscono del sostegno della cassa integrazione in deroga, provvedimento straordinario che interessa 79 imprese di piccole dimensioni.
«L’utilizzo crescente della cassa integrazione straordinaria e della mobilità – sottolinea Nicola Alberta, segretario generale della Fim Lombardia – dimostra la persistenza di uno zoccolo preoccupante di crisi di natura strutturale, con sospensioni di lungo periodo e assenza di prospettive».

Nella foto:
Nel Comasco sono 155 i lavoratori metalmeccanici in mobilità

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