Cronaca

In diecimila alla processione del Venerdì Santo

processioneIl vescovo: “Tutte le altre catene, tranne quella della fede, vanno infrante”

Migliaia i fedeli assiepati lungo la strada. Tantissimi anche quelli affacciati alle finestre o seduti sui balconi, in devota attesa. Molti i commercianti e i clienti usciti dai negozi al passaggio del corteo. Centinaia infine le persone che hanno voluto seguire la Croce per l’intero cammino.
La tradizionale processione del Venerdì Santo, partita con un leggero ritardo poco dopo le 15 dalla basilica del Crocifisso per consentire a un’ambulanza di soccorrere un signore anziano colto da un malore non grave, si è così snodata lungo le vie della città. Circa diecimila i fedeli presenti.
Tanti i bambini fermi a bordo strada che il vescovo di Como ha voluto

salutare con particolare affetto. Diverse le soste di monsignor Diego Coletti per stringere le mani e benedire i disabili e gli infermi accompagnati in corteo dall’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari), una delle numerose associazioni presenti alla processione.
Tra queste anche Comocuore, la Croce Rossa e la Croce Azzurra di Como. Il corteo ha percorso il cosiddetto tragitto “corto” (senza la benedizione del lago) e dopo aver risalito via Cadorna si è fermato davanti alla chiesa di San Bartolomeo. Qui il vescovo Diego Coletti ha rivolto un’invocazione.
«Signore guarda benigno la nostra città. A te sono noti i suoi peccati e le sue virtù. Veglia su di noi, sulle nostre famiglie e assisti i giovani. In modo da non far estinguere nelle nuove generazioni la fede dei loro padri», ha detto sempre il vescovo di Como.
Il corteo è poi ridisceso lungo via Milano per rientrare – intorno alle 16.20 – nella basilica di viale Varese.
Alla testa della processione due bambine che tenevano in mano delle catene, in ricordo del miracolo avvenuto nel 1529, il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, quando nel corso della processione del Giovedì Santo, al passaggio del crocefisso, le catene tirate al ponte di San Bartolomeo si ruppero, permettendo il transito della processione.
Presenti alla cerimonia anche diversi politici – a partire dal sindaco di Como Mario Lucini – e autorità cittadine.
«Tutti noi con il nostro egoismo, con le nostre paure e i nostri peccati abbiamo messo in croce il nostro Signore. Ma Dio non scarica la sua ira contro  chi ha crocefisso Gesù – ha anche detto il vescovo di Como, Diego Coletti – ma ci manda uno spirito di grazia e consolazione. Ci vede afflitti e quindi ci aiuta e ci sostiene».
In una basilica gremita ha così continuato il suo intervento.
«Teniamo il nostro sguardo fisso su Gesù. Solo così, tutti noi potremo essere saldi. Tutte le altre catene, tranne quella della fede, vanno infrante», ha concluso il vescovo Coletti.
Subito dopo l’omelia è ripreso, ininterrotto, il rito del bacio al Crocifisso. Il corteo ha creato inevitabili disagi al traffico a causa della chiusura di alcune strade.
F. Bar.

Nella foto:
Il vescovo di Como, Diego Coletti, passa tra due ali di folla durante le celebrazioni di ieri (Fkd)
30 marzo 2013

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paola


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