Cronaca

In dogana tele d’autore: indaga la Procura

altChiesto il dissequestro di due opere valutate 200mila euro
La storia approdata ieri mattina davanti al giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto, parte da lontano. Ovvero dal 15 marzo 2012, quando un furgone Iveco in transito dalla Dogana di Brogeda e diretto a Lugano, venne fermato dagli uomini della guardia di finanza. Nel vano, oltre a mobili e utensili di una famiglia di Milano che stava trasferendo il tutto nella casa in Canton Ticino, anche due tele. Non “croste” qualsiasi, bensì un’opera di Giuseppe Santomaso (“Canto notturno n° 3”, valutata da “Christie’s” intorno ai 150mila euro) e una di Claudio Massini (“Prima del grande bang”, valutata intorno ai 60mila euro).
Quadri che tuttavia, per i militari, non avevano la necessaria documentazione per il trasporto all’estero. Una carenza che portò alla segnalazione in procura

a Como – dove da allora è aperto un fascicolo di indagine per il tentativo di esportazione illecita delle opere d’arte (reato punito con la reclusione da uno a quattro anni) – e, soprattutto, al sequestro delle due tele. Che, da allora, non hanno più visto rimuovere i sigilli. Per questo motivo, un 57enne di Milano, il proprietario delle opere (la prima se la aggiudicò all’asta nel 2004, la seconda la comprò da un privato) ha chiesto al giudice il dissequestro motivato con il fatto che la decisione di trasportare le opere nella casa di Lugano fu presa solo dalla moglie (non avvezza alle pratiche doganali) e a sua insaputa. Il pubblico ministero che sta indagando sulla vicenda, il sostituto procuratore Ersilio Capone, si è opposto alla istanza e la questione è ora sul tavolo del giudice delle indagini preliminari che si è preso un po’ di tempo prima di sciogliere la riserva sul maxi sequestro da oltre 200 milioni di euro di valore. Presenti ieri in tribunale a Como gli avvocati di marito e moglie – i legali Alessandra Benedini e Michela Corbetta – e l’avvocato Fabio Guadi, legale che cura gli interessi dell’uomo alla guida del furgone Iveco fermato alla dogana di Brogeda, un 50enne di Torino, che era stato incaricato dalla moglie di portare nella casa di Lugano i mobili e i quadri poi finiti sotto la lente della guardia di finanza. La riserva verrà sciolta nelle prossime ore, mentre il fascicolo di indagine rimane ancora aperto negli uffici al sesto piano del palazzo di giustizia.
Secondo le tesi difensive, la famiglia non era la prima volta che trasportava le opere e mai in passato c’erano stati problemi. Al contrario di quanto avvenne nel marzo del 2012 per una distrazione della moglie, che non disse nulla al marito di quel trasporto decisamente “pesante” e deciso all’ultimo momento.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’opera di Giuseppe Santomaso Canto notturno n° 3, valutata 150mila euro
31 Gen 2013

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