Cronaca

IN FILA PER IL CROCIFISSO

altLa basilica dell’Annunciata – L’evento risale al marzo del 1529: da allora la devozione non è mai venuta meno
Ogni anno, durante la Settimana Santa, nella chiesa di viale Varese migliaia di fedeli si mettono in coda per baciare la croce miracolosa

Arrivano da tutte la parti della provincia, incuranti del caldo o del maltempo, della mancanza di parcheggio e dell’attesa. Sono le migliaia di fedeli che ogni anno, durante la Settimana Santa, si presentano nella basilica della Santissima Annunciata di viale Varese per il bacio al Crocifisso. Un gesto di devozione che accomuna i cattolici di tutto il mondo, ma che a Como è particolarmente sentito: quella esposta nel santuario cittadino non è infatti una croce come le altre, ma è il Crocifisso

del miracolo.
La storia è ben nota in città e viene tramandata da secoli. Tutto accadde il 25 marzo del 1529, quando i confratelli dell’Annunciata uscirono in processione con il Crocifisso ricevuto in dono nel 1401 da alcuni pellegrini. Giunto al ponte di San Bartolomeo, il corteo si trovò nell’impossibilità di proseguire verso le chiese di Santa Chiara e San Rocco, perché il passaggio era chiuso da due grosse catene, disposte per impedire l’ingresso dei nemici in città. Inutilmente, i confratelli chiesero al capitano di aprire loro un varco. L’unica alternativa era passare sotto lo sbarramento e così fecero, ma quando arrivò il turno di Bernardino Binazzi, che portava il Crocifisso, accadde qualcosa. Nel momento stesso in cui la croce venne abbassata, infatti, la catena si staccò dal muro al quale era saldata con un anellone di ferro.
Nel XVII secolo il miracolo ottenne il riconoscimento canonico e la chiesa dell’Annunciata diventò un santuario, frequentato da un numero di fedeli sempre maggiore. Una devozione che nei secoli non è mai venuta meno, come dimostra la galleria degli ex voto. La stessa città di Como ogni novembre, con la Giornata della Riconoscenza, esprime tutta la sua gratitudine nei confronti del Santissimo Crocifisso, la cui protezione ha permesso al capoluogo di uscire incolume, senza bombardamenti, dalla seconda guerra mondiale.
Ancora oggi, durante la Settimana Santa, migliaia di fedeli affollano la basilica di viale Varese. Tutti in fila per baciare il Crocifisso, lo stesso del miracolo del 1529, tranne per il legno, sostituito nel corso del tempo. Il legno originario, invece, è contenuto in un reliquiario in cristallo e legno dorato posto all’ingresso della chiesa.
Innalzato su un piccolo calvario e arricchito da una corona di pietre preziose, ogni anno il Crocifisso viene esposto alla devozione dei comaschi e portato in processione per le vie del centro. Intorno a loro un esercito silenzioso di volontari, dai confratelli dell’Annunciata alle donne della parrocchia, lavora incessantemente. Il loro compito è assicurarsi che tutto funzioni alla perfezione e che ogni devoto abbia la possibilità di accendere un cero, chiedere la benedizione di un fazzoletto, ma soprattutto baciare il Crocifisso.

Alessandra D’Angiò

Nella foto:
Un particolare dell’ampia galleria che raccoglie centinaia di ex voto donati nel corso dei secoli alla basilica di viale Varese in seguito a eventi miracolosi attribuiti al Crocifisso (Mv)
30 marzo 2013

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