In politica largo ai giovani (ma non sul Lario)

Palazzo di vetro
di Emanuele Caso

Venerdì sera le agenzie hanno battuto questa notiziola: il governo ha approvato un disegno di legge costituzionale con il quale intende abbassare da 25 anni a 18 la soglia di età per essere eletti deputati e da 40 anni a 25 la soglia per diventare senatori. Largo ai giovani dunque. Bene! Ma in quel momento mi sono tornate in mente due notizie comasche non proprio in linea con lo spirito dell’iniziativa.
La prima risale a qualche settimana fa, quando Lanfranco Bianchi, democristiano di ferro

, 6 volte sindaco di Olgiate Comasco, poi consigliere provinciale per l’Udc e oggi splendido novantenne indipendente in carriera lanciò la sfida al domani: «Pronto a candidarmi alla prossime elezioni comunali». Largo ai giovani, appunto. Ma la (mala)voglia di lasciare spazio alle generazioni verdi è bipartisan, oltre che irrefrenabile.
Lo ha dimostrato anche il Pd canturino presentando ufficialmente la candidatura a sindaco (per il 2012) del ruggente Antonio Pagani. Ex manager del settore bancario, classe 1950 (la costruzione del muro di Berlino sarebbe iniziata soltanto 11 anni dopo) Pagani è andato in pensione il primo ottobre scorso. Insomma, non proprio un brufoloso liceale.
Eppure la dirigenza del Partito democratico brianzolo lo ha presentato a pubblico e stampa con queste parole: «Il volto nuovo del Pd». Il che sarà anche vero, perché la qualità in politica non dipende (solo) dall’anagrafe, ma adesso chi avrà ancora il coraggio di prendere in giro Silvio Berlusconi che punta a vivere 120 anni?
Pochi, immagino. E ora non restano che tre riforme da fare: iscrizione all’asilo dai 16 anni anni in su, patente a 35, bunga bunga vietato sotto i 50.

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