In provincia mancano più di 10 milioni per gli investimenti sulla rete viaria: la preoccupazione del presidente Livio
Cronaca

In provincia mancano più di 10 milioni per gli investimenti sulla rete viaria: la preoccupazione del presidente Livio

«Risorse improprie». Così il dirigente Bruno Tarantola ha definito le somme su cui Villa Saporiti può contare per il settore Viabilità e quindi anche per la manutenzione di ponti e viadotti. E in effetti così è. Conti alla mano infatti nel 2019, su 17 milioni di euro di investimenti previsti da Villa Saporiti in opere, «per le strade e il settore, avremo circa 4 milioni e 400mila euro. Per poter coprire adeguatamente le necessità e adempiere nel migliore dei modi a controlli e manutenzioni avremmo bisogno di tutti i 17 milioni a bilancio», dice Maria Rita Livio, presidente della provincia di Como. Un tema questo, tornato tristemente d’attualità dopo la tragedia di Genova. «Purtroppo è la realtà che contraddistingue la nostra come molte altre provincie lombarde e non solo. In cassa c’è poco – spiega Maria Rita Livio – E siamo distanti ancora anni luce da quanto si poteva spendere in passato». Anche in questo caso le cifre servono a fare maggiore chiarezza. «Giusto per fare un esempio, se oggi a bilancio possiamo contare, come detto, su 17 milioni di euro alla voce “opere pubbliche”, una decina di anni fa la somma si aggirava sui 50 milioni. Un taglio drastico che a pioggia ricade sui vari settori come quello della manutenzione di ponti e strade. Nonostante ciò gli enti provinciali hanno sempre fatto in modo di garantire un livello adeguato di controlli e di interventi di manutenzione», spiega il presidente Livio, che non nasconde dunque le difficoltà in questo settore così come in altri.

 

Viadotto di Merone
Il viadotto di Merone

E la realtà italiana non si discosta molto da quella lombarda e comasca. «Di recente l’Upi (l’unione delle province italiane), ha fatto uno studio dal quale sono emersi dati significativi – precisa Maria Rita Livio – Innanzitutto come in Italia siano ad oggi chiusi 5mila chilometri di strade, compresi ponti e viadotti, per frane o perché ritenuti insicuri. Ma soprattutto sul 50% della rete viaria gestita dalle province il limite di velocità è stato fissato fra i 30 e i 50 chilometri orari. Questo come misura di prevenzione considerata la scarsa sicurezza o affidabilità delle infrastrutture. Tutte valutazioni che hanno spinto l’Upi nazionale a chiedere un incontro urgente con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per fare il punto della situazione e capire come poter intervenire adeguatamente».

Infine, rientrando sempre in provincia di Como, va ribadito come siano circa 600 i ponti di varie dimensioni e i viadotti sotto costante monitoraggio da parte dell’ente – solitamente con una periodicità di sei mesi – sul territorio. Due i viadotti maggiormente analizzati: a Ponte Lambro e a Merone.

«In questo secondo caso abbiamo già previsto per il 2019 ulteriori interventi – dei lavori vennero eseguiti anche nel 1994 – che comporteranno una spesa di 400mila euro», conclude l’analisi il presidente della Provincia Maria Rita Livio.

17 agosto 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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