In provincia si torna ad assumere i giovani

Lo studio sul mercato del lavoro
Quest’anno trend in crescita rispetto al 2010, dopo un triennio di contrazione
Difficile pensare che la crisi sia finita sul Lario, ma c’è un dato incoraggiante quantomeno per i giovani. Gli “under 30” vengono ancora assunti. Secondo i dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, elaborati dall’agenzia Datagiovani, le imprese comasche prevedono di dare lavoro entro la fine dell’anno a quasi 2mila giovani (1.990). Si tratta di assunzioni non stagionali e sul totale degli ingressi in azienda previsti nell’anno i giovani dai 15 ai 29 anni

pesano per il 39,6%. Un dato che colloca Como di poco sotto la top ten delle province in grado di far entrare le nuove leve nel mondo del lavoro. Il dato lariano è identico a quello milanese (che assumerà però quasi 20mila giovani) e inferiore in Lombardia alla sola Lecco (42,2% per 1.360 assunzioni). Capolista in questa rilevazione è Rieti (50%) seguita da Taranto e Viterbo. Certo, i lavori più ricercati non sono molto remunerativi. Si tratta infatti di commessi, contabili, camerieri e personale di segreteria. Rimane difficile quindi trovare un lavoro adeguato per i neolaureati.
Ma torniamo ai numeri. L’exploit di Como è ancora più significativo se rapportato agli ultimi due anni. I giovani assunti, rispetto al 2008 (ultima stagione pre-crisi), sono il 31,4% in meno, ma rispetto allo scorso anno la situazione è estremamente positiva. Il raffronto tra il 2010 e il 2011 fa segnare infatti +48,5%, mentre alcune province proseguono nel trend negativo. La performance lariana è la decima in Italia in percentuale. La classifica viene guidata da Fermo (+108,8%), seguita dall’Aquila (89,2%), ma in questo caso è facile pensare che sia il fattore terremoto ad aver pesato sul dato 2010. Se ai giovani si uniscono gli assunti con 30 anni e più, si scopre un nuovo dato positivo. Rispetto al 2010 gli ingressi nel mondo del lavoro saranno il 28% in più. Le province a vocazione giovanile sono quasi tutte al Nord e nel Centro d’Italia. La regione che prevede di assegnare più posti di lavoro agli under 30 rispetto a quelli disponibili è però la Puglia (38%), con Taranto, Bari e Lecce sopra il 40% delle assunzioni.
Tornando alle categorie che assumono giovani, al primo posto si trovano le banche (73,8%), seguite da parrucchieri, estetiste e assimilati, dagli informatici e dai centralinisti, cassieri, meccanici e operatori di call center.
Chi non riesce ad assumere giovani sono invece il settore dei trasporti (in particolare riguardo agli autisti), le imprese di pulizia e i servizi sanitari.

Paolo Annoni

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